4 commenti

  1. Viky

    “Rubare la gioia al dolore, alle fermate perse nella brezza del dimenticare”
    Uno scritto bellissimo Francesco, delicato, che fa sentire la frattura del canto, ma allo stesso tempo la volontà ferma di non rimanere in silenzio, di volare verso il nuovo.
    Molto bella anche la foto!

  2. marilù

    Una riflessione che sento mia. Ancorati con appigli tenaci a fragili speranze, ci muoviamo in più direzioni, spinti da piedi incerti che conducono in uno spazio tangibile e noto, ma tanto distante perché estraneo, lontano, nemico. Contemporaneamente, in ritagli di tempo, avanziamo verso il “luogo” voluto per cercare di dare un senso al nostro essere. Ci accontentiamo quindi di momenti, all’interno di parentesi, e lì restiamo, anche se poi continuiamo a procedere nel quotidiano come se nulla fosse. Il ricordo e l’attesa rendono l’attimo infinito, utile per alleggerirci di quel fardello che un esistere creato da norme sovrane ci impone. E lente passano le ore che divengono giorni, mesi, anni finché non ci accorgiamo che la vita vera è rimasta racchiusa in quella breve parentesi: il sogno di un attimo, il respiro del cuore.
    Grazie, Francesco.

  3. Filosofi per caso

    Qual è la direzione? Se non la si conosce o la si smarrisce si rischia di disperdersi ed il canto si spezza. L’essere umano però ha risorse inesauribili, spesso ignote, che ignote non resteranno (:D) perchè l’entusiasmo del nuovo gonfia sempre le vele della fantasia e della speranza, offrendo altre pagine da colorare e scrivere!
    Molto bella la tua riflessione, GRAZIE 🙂

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