{"id":797,"date":"2012-11-17T21:30:38","date_gmt":"2012-11-17T20:30:38","guid":{"rendered":"http:\/\/www.filosofipercaso.it\/?p=797"},"modified":"2012-11-17T22:16:55","modified_gmt":"2012-11-17T21:16:55","slug":"filosofi-per-caso-la-rivista-numero-62012","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.filosofipercaso.it\/?p=797","title":{"rendered":"Filosofi per caso \u2013 La rivista, numero 6\/2012"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_798\" style=\"width: 430px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/www.filosofipercaso.it\/?attachment_id=798\" rel=\"attachment wp-att-798\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-798\" class=\"size-large wp-image-798\" title=\"cop_fxc_06\" src=\"https:\/\/www.filosofipercaso.it\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/cop_fxc_06-420x600.jpg\" alt=\"\" width=\"420\" height=\"600\" srcset=\"https:\/\/www.filosofipercaso.it\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/cop_fxc_06-420x600.jpg 420w, https:\/\/www.filosofipercaso.it\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/cop_fxc_06-210x300.jpg 210w, https:\/\/www.filosofipercaso.it\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/cop_fxc_06.jpg 609w\" sizes=\"auto, (max-width: 420px) 100vw, 420px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-798\" class=\"wp-caption-text\">Julie de Waroquier<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Il soffio del tempo<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ho imparato ad andare: da quel momento mi lascio correre. Ho imparato a volare: da quel momento non voglio pi\u00f9 essere urtato per smuovermi. Adesso sono lieve, adesso io volo, adesso vedo al di sotto di me, adesso e\u0300 un dio a danzare, se io danzo. Cos\u00ec parl\u00f2 Zarathustra<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">\u00a0<strong>Friedrich Nietzsche <\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quanti discorsi abbiamo sentito sul tempo, molto \u00e8 stato scritto eppure questa semplice parola sembra racchiudere un\u2019infinit\u00e0 di misteri. Cos\u2019\u00e8 il tempo? Cosa significa per noi? I percorsi della mente sono strade impervie dove non sempre \u00e8 possibile trovare delle risposte. Ognuno di noi si trova nel tempo e con il tempo, assorbito nel suo centro, corpo galleggiante di un divenire che si polverizza nella dimensione del ritorno. Tempo \u00e8 movimento, \u00e8 trasporto da un luogo ad un altro, \u00e8 cambiamento, tutto ci\u00f2 che avviene nel tempo sembra apparentemente rifiutare la staticit\u00e0. Il mio tempo, il nostro tempo \u00e8 essenzialmente un procedere, un incessante incedere nella direzione del vivere. Tutto quello che accade, non subisce giudizi o valutazioni: per il tempo il ciclo della vita, \u00e8 un\u2019eterna ripetizione. Tempo \u00e8 erosione, \u00e8 ordine da un luogo ad un altro. Tuttavia, ci\u00f2 che l\u2019uomo \u00e8 lo deve al tempo perch\u00e9 proprio nell\u2019eterno caos del ri-petersi siamo riusciti a progettare il nostro viaggio. Il mio tempo, nello spazio del tempo, \u00e8 riuscito a fissare le coordinate del vivere con punti e istanti ben precisi. Se siamo in grado di ordinare, se abbiamo la capacit\u00e0 di ideare, questo \u00e8 grazie al tempo. Siamo soliti utilizzare frasi del tipo: \u201cIl tempo \u00e8 scaduto\u201d, \u201cNon c\u2019\u00e8 tempo\u201d come se qualcosa ci sfuggisse, non avesse la possibilit\u00e0 di realizzarsi. La mobilit\u00e0 e la precariet\u00e0 del vivere e del sentire non accettano di buon grado il fluire degli eventi. L\u2019uomo ha un bisogno disperato di stabilire il suo tragitto con dei segni certi. Il mio tempo, nella profondit\u00e0 del tempo, mi chiede di occupare lo spazio e i luoghi con pensieri, parole e emozioni, mi chiede di toccare il corpo e la materia senza esitazioni. Siamo il movimento di un rinnovamento che si perpetua nel mistero della vita, cos\u00ec tutto quello che produciamo sovrasta in qualche modo il presente e il suo accadere. Il messaggio pi\u00f9 chiaro che riceviamo dal tempo \u00e8 che siamo sempre rivolti verso la fine per un nuovo inizio, siamo la morte in attesa della vita, siamo il passato in attesa del futuro. Attimi, momenti, istanti, frazioniamo le molecole del vivere in immagini che vogliamo ricordare a noi stessi e a tutti coloro che condividono con noi la nostra esistenza. Amiamo rammentare che tutto ci\u00f2 che si sottrae a noi, pu\u00f2 e deve essere memoria, tramandata nel tempo e non dal tempo. Il tempo \u00e8 occupare, non lasciare, il tempo \u00e8 ricordare, non dimenticare cos\u00ec il corpo, gli orari, gli appuntamenti, gli anni, i mesi, i giorni, le ore, i minuti e anche i secondi battono nel nostro cuore per l\u2019esserci, per l\u2019essere sostanza pulsante nell\u2019oblio del proseguire. Il tempo \u00e8 la forma del vivere pi\u00f9 reale immersa nel senso assoluto dell\u2019abitare. Il mondo \u00e8 il luogo del tempo, l\u2019alveolo del significare, dove l\u2019uomo cerca le sue risposte senza per questo smettere di volare, cos\u00ec il soffio del tempo ci stringe con forza, ci scuote, lascia all\u2019uomo l\u2019unica risposta certa: <em>vivi il tuo tempo<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em><strong>Francesco Colia<\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><strong><em><\/em><\/strong>\u00a0<\/p>\n<div id=\"id.411737405515433\">\n<p><strong><em>Hanno collaborato a questo numero:\u00a0Francesco Colia, Felice Irrera,\u00a0 Maria Lucia Tarantino, Tonino Repetto, Patrizia Ferraro, Vittorio Morello, Andrea Corona, Paola Viola<\/em><\/strong><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"id.400646159979857\">\n<p><strong><em>Copertina: Julie de Waroquier.<\/em><\/strong><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"id.400646159979857\">\n<p><strong><em>Fotografia:\u00a0Peppe Trotta, Marta Baldassarre, Ivan Macioce, Paolo Filighera, Paola Viola, Andrea Brandino, Julie de Waroquier.<\/em><\/strong><\/p>\n<\/div>\n<p><strong><em>Tema del prossimo numero: Liberarsi della libert\u00e0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Scadenza presentazione articoli e foto: 25 Gennaio 2013<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Per info, collaborazioni, abbonamenti scrivere a: <a href=\"mailto:filosofipercaso@gmail.com\">filosofipercaso@gmail.com<\/a><\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em><\/em><\/strong>\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>**** Dal prossimo numero\u00a0i libri da recensire per la rubrica Zoom saranno selezionati tra quelli inviati alla redazione\u00a0(categoria\u00a0NUOVI AUTORI). Chiunque voglia partecipare pu\u00f2 inviare il proprio testo (narrativo, poetico, \u00a0filosofico etc. ) alla redazione con un contributo minimo di euro 5,00<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Tutti i testi inviati saranno recensiti, tre verranno pubblicati in Rivista, gli altri sul sito.<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em><\/em><\/strong>\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>_________________________________________________________<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Ricordiamo a tutti che la rivista si mantiene con i vostri liberi contributi ed abbonamenti. Pertanto se la periodicit\u00e0 non venisse rispettata \u00e8 unicamente per la mancanza di fondi. <\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em><\/em><\/strong>\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em><\/em><\/strong>\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il soffio del tempo Ho imparato ad andare: da quel momento mi lascio correre. Ho imparato a volare: da quel momento non voglio pi\u00f9 essere urtato per smuovermi. Adesso sono lieve, adesso io volo, adesso vedo al di sotto di me, adesso e\u0300 un dio a danzare, se io danzo. 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