{"id":787,"date":"2012-11-11T18:16:22","date_gmt":"2012-11-11T17:16:22","guid":{"rendered":"http:\/\/www.filosofipercaso.it\/?p=787"},"modified":"2021-05-25T20:05:20","modified_gmt":"2021-05-25T19:05:20","slug":"storia-di-un-assassino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.filosofipercaso.it\/?p=787","title":{"rendered":"Profumo, storia di un assassino"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.filosofipercaso.it\/?attachment_id=790\" rel=\"attachment wp-att-790\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-790\" title=\"profumo\" src=\"https:\/\/www.filosofipercaso.it\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/profumo.jpg\" alt=\"\" width=\"600\" height=\"398\" srcset=\"https:\/\/www.filosofipercaso.it\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/profumo.jpg 600w, https:\/\/www.filosofipercaso.it\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/profumo-300x199.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Patrick S\u00fcskind (nato ad Ambach il 26 marzo 1949) nel 1985 cre\u00f2 uno dei personaggi pi\u00f9 conturbanti della storia della letteratura. Prova ne fu il successo mondiale che accompagn\u00f2 l&#8217;uscita di questo libro e la successiva battaglia dei registi per accaparrarsi i diritti per l&#8217;adattamento cinematografico: il vincitore fu Tom Tykwer, padre del film \u201cProfumo, storia di un assassino\u201d del 2005. La trama, per chi non la conoscesse, narra di un ragazzo (Jean Baptiste Grenouille) nato nella Francia dell&#8217;ottocento con un dono speciale, un olfatto talmente eccezionale da permettergli di distinguere a catalogare ogni singolo odore a chilometri di distanza. Questa sua specialit\u00e0 non era per\u00f2 senza un prezzo, Grenouille era egli stesso l&#8217;unico uomo sulla faccia della terra a non avere un odore, cosicch\u00e9 l&#8217;unico modo che aveva di conoscere le cose veramente, gli impediva di fatto di conoscere la propria stessa natura. Questo dettaglio colloca il protagonista immediatamente in una sfera extra-umana e lo scrittore \u00e8 costretto ad indugiare nell&#8217;impossibilit\u00e0 degli altri uomini ad accettarlo come simile; Jean Baptiste provoca negli altri senso di disagio e di timore, la sua natura ha certamente del demoniaco, tanto che chiunque abbia avuto a che fare con lui, perisce di una fine crudele ed inesorabile, fin dal giorno della sua nascita che port\u00f2 la madre a morire sulla gogna per aver abbandonato il neonato sotto il bancone del pescivendolo. L&#8217;unica che avr\u00e0 cuore di prendersi cura di lui \u00e8 una bambinaia che perse l&#8217;uso dell&#8217;olfatto per un incidente domestico; anche lei far\u00e0 una brutta fine, come pure il conciatore al quale fu venduto appena possibile, o il profumiere Baldini che per\u00ec in malo modo subito dopo che, istruito e sfruttato il ragazzo fino ai limiti, lo lascia libero con un diploma di apprendista profumiere. Il genio di Grenouille gli permise di ovviare alla propria mancanza di odore fabbricandosi diversi odori umani che cambiava come abiti, a seconda della impressione che voleva esercitare sugli altri e, osservata la potenza che avevano i diversi odori sui sentimenti dei suoi simili, cap\u00ec che poteva (o doveva) creare un profumo perfetto, in grado di imprigionare al proprio volere le menti di tutta la popolazione mondiale, rendendoli suoi sudditi consenzienti. Nella produzione cinematografica viene omesso questo passaggio, facendo risalire la scoperta di tale potere dei profumi ad un fatto fortuito e non alla sibillina arte del ragazzo, fatto che sacrifica uno dei temi principali del romanzo: la totale animalit\u00e0 dell&#8217;istinto umano, che non si piega solo di fronte ad un unico profumo perfetto, ma che si lascia traviare dagli odori pi\u00f9 svariati seguendo un sentimento carnale e profondamente animale. Grenouille agisce quindi sugli istinti pi\u00f9 bassi dell&#8217;umanit\u00e0, considera gli uomini alla stregua di cani randagi, sempre intenti ad inseguire il di dietro di altri cani, maleodoranti di sudore, di escrementi, di sebo della pelle, del puzzo dei piedi. Inizia la febbrile ricerca del protagonista dell&#8217;odore migliore del mondo, e come avrebbe potuto non essere, il pi\u00f9 potente e trascinante, l&#8217;odore di fanciulle vergini e bellissime? Come se la bellezza fosse naturalmente sinonimo di buon odore, l&#8217;autore fa prediligere al ragazzo bellezze appena alle porte della maturit\u00e0 sessuale, uscite fuori da quadri di Klimt, coi loro capelli rossi e la pelle bianchissima, in una concezione in cui ancora sopravvive l&#8217;aderenza tra bellezza e bont\u00e0, che si traduce in Grenouille in attrazione estatica e mistico\/sessuale. Anche il ragazzo rispecchia questo canone, \u00e8 brutto e zoppicante, un mostriciattolo insignificante, che per\u00f2, quando si irrora dei profumi da lui creati, \u00e8 capace di ispirare ogni sorta di sentimento su uomini ed animali. Egli si mette al pari di un Dio, sfidandolo e addirittura prendendosi beffa delle creature tanto insulse da lui create. Questo aspetto della mentalit\u00e0 di Jean Baptiste non esiste nel film: qui \u00e8 dipinto come un&#8217;anima quasi ingenua, infantile, e infatti la prima ragazza che uccider\u00e0 (\u00e8 questo il metodo che sceglie per poterle utilizzare ai suoi scopi) sar\u00e0 quasi un incidente, la soffoca tappandole la bocca con troppa veemenza per non farla urlare, ma in realt\u00e0 il personaggio originario \u00e8 decisamente pi\u00f9 efferato, la donna non si accorge neppure della presenza di Grenouille, celata dal suo non odore, ed egli la uccide senza neppure guardarla un momento, senza neppure pensare di volerla uccidere, ma per puro istinto di cacciatore che non ha nessuno scrupolo per la vita che recide, esattamente come una rosa colta per sopravvivere in vaso pochi giorni. Quando imparer\u00e0 come trattenere nel tempo il profumo delle fanciulle, inizier\u00e0 ad uccidere in maniera sistematica le pi\u00f9 belle e giovani, collezionandone il profumo che servir\u00e0 al suo preciso intento (ed anche ovviamente alla propria libido) di soggiogare l&#8217;umanit\u00e0 intera. Non si cura neppure troppo di non farsi scoprire quando nei paesi da lui visitati inizia ad esplodere il panico per le morti ripetute ed inspiegate, ormai il ragazzo ha la certezza di poter piegare il volere di qualsiasi giuria. Non indugiando oltre nella narrazione (per non guastare il piacere a chi ancora non avesse letto il libro) descriver\u00f2 le atmosfere come uscite dai peggiori incubi di Hyeronimus Bosch, apocalissi peccaminose e blasfeme che si traducono anche in pellicola, nonostante il tono favolistico che aveva mantenuto finora il regista. Il finale chiude il cerchio, ed \u00e8 talmente violento quanto inevitabile, da lasciare privi di fiato. Tutta la vicenda ha come leitmotiv il tema del possesso; possedere la bellezza, possedere un odore, possedere la volont\u00e0 altrui e amore \u00e8 possesso, sessuale anche, in un tripudio di amore e morte scellerato, troppo poco riuscito nella pellicola, nonostante sia da gratificare la capacit\u00e0 del regista di rendere visivo il mondo impalpabile degli odori. L&#8217;eccezionalit\u00e0 e la potenza del personaggio di S\u00fcskin si rivela nel modo in cui, nonostante l&#8217;orrore delle azioni e degli intenti di Grenouille, non si riesca ad un certo punto, a non averlo in simpatia; nella massa della gente in preda agli istinti animali, lui rimane al di sopra di ogni bassezza e sconcerta la dignit\u00e0 con cui, ottenuto il potere, ne avr\u00e0 a sdegno e come lui anche il lettore, che avr\u00e0 assistito in tante e tali occasioni alla volubilit\u00e0 indecente del genere umano, risultando Grenouille il mostro, pi\u00f9 autentico di ogni buona persona. Stilisticamente la lettura \u00e8 coinvolgente ed il ritmo sostenuto, chi taccia la narrazione di squilibrio tra il realismo delle descrizione ambientale e l&#8217;onirico delle vicende interiori del protagonista, non ha considerato il diverso piano percettivo in cui vive Grenouille, che non potrebbe mai essere quello umano. La potenza di questo personaggio resta impressa per parecchio tempo, ma \u00e8 necessario leggere prima il libro che vedere il flm, che davvero, non gli rende giustizia.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em><strong>Elena Sudano<\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Patrick S\u00fcskind (nato ad Ambach il 26 marzo 1949) nel 1985 cre\u00f2 uno dei personaggi pi\u00f9 conturbanti della storia della letteratura. 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