{"id":732,"date":"2012-10-07T15:20:35","date_gmt":"2012-10-07T14:20:35","guid":{"rendered":"http:\/\/www.filosofipercaso.it\/?p=732"},"modified":"2021-05-25T20:06:59","modified_gmt":"2021-05-25T19:06:59","slug":"e-allimprovviso-la-felicita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.filosofipercaso.it\/?p=732","title":{"rendered":"E all&#8217;improvviso&#8230;la felicit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">E all\u2019improvviso la pioggia, forte, scrosciante. Ne sento il rumore sulle persiane che, appena buio, chiudo velocemente. Il suono dei battenti e delle maniglie che girano sono rassicuranti,\u00a0\u00a0 lasciano\u00a0 fuori il mondo,\u00a0 i suoi rumori,\u00a0 gli orologi nelle stazioni,\u00a0 le scale mobili, le porte scorrevoli,\u00a0 gli altri,\u00a0 quelli che chiedono e\u00a0 che aspettano che tu risponda,\u00a0 quelli che ti guardano e\u00a0 che vorresti non si accorgessero di te. Anche l\u2019ultima imposta \u00e8 chiusa.<br \/>\nE sar\u00e0 stato il rumore della pioggia, il buio nella stanza,\u00a0 o, come voleva Proust, il potenziale magico che hanno in s\u00e9 certe situazioni,\u00a0 per cui un ricordo\u00a0 disperso nel passato,\u00a0 riemerge all\u2019improvviso alla coscienza e\u2026. io\u00a0 mi materializzo nella camera da letto della mia vecchia casa, in una sera di venticinque anni fa.\u00a0 Fuori un forte temporale, in\u00a0 casa io e\u00a0 i miei figli. Loro,\u00a0 tra i loro giochi\u00a0 nella loro stanza\u00a0 che non vogliono\u00a0 saperne di andare a dormire, io nella\u00a0 camera da letto in fondo al corridoio. Ad un tratto un tuono assordante, la luce che va via ed io che corro per raggiungerli. Qualche passo e\u2026mi sento tirare da un lato, qualcuno mi trattiene per il maglione. Raggelata, mi fermo, \u00e8 buio pesto,\u00a0 chiamo per nome i miei figli, non rispondono. Mi muovo lenta ed ancora sono trattenuta nell\u2019andare, mi fermo, ho paura di procedere ma l\u2019istinto materno \u00e8 pi\u00f9 forte, ancora tento qualche passo\u00a0 mentre\u00a0 chiamo i bambini, il terrore mi strozza la voce. Nessuno risponde\u00a0 e io\u00a0 non riesco a divincolarmi, mi abbasso lentamente in una posizione di difesa e all\u2019improvviso ritorna la luce, quasi a terra mi volto e vedo un lembo del mio maglione impigliato nella maniglia della porta. Mi libero, corro verso la stanza\u00a0 dei miei figli e\u00a0 li\u00a0 trovo addormentati sul\u00a0 tappeto\u00a0 con in mano i loro giochi. Li metto a letto\u00a0 e mio marito rientra.<br \/>\nC\u2019\u00e8 voluto un bel po\u2019 perch\u00e9\u00a0 la smettesse di prendermi in giro per via dei \u201cfantasmi\u201d ma quella sera, mentre fuori diluviava,\u00a0 per un attimo\u00a0 ho pensato che\u00a0 in quella casa c\u2019era\u00a0 tutto quello che volevo\u00a0 nella mia vita.\u00a0 Allora non lo sapevo ma quell\u2019attimo era\u00a0 la \u201cfelicit\u00e0\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><strong><em>Annamaria Sessa<\/em><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>E all\u2019improvviso la pioggia, forte, scrosciante. Ne sento il rumore sulle persiane che, appena buio, chiudo velocemente. 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