{"id":654,"date":"2012-07-26T07:00:36","date_gmt":"2012-07-26T06:00:36","guid":{"rendered":"http:\/\/www.filosofipercaso.it\/?p=654"},"modified":"2021-08-11T09:16:07","modified_gmt":"2021-08-11T08:16:07","slug":"autocoscienza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.filosofipercaso.it\/?p=654","title":{"rendered":"Autocoscienza"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_47053\" style=\"width: 501px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-47053\" class=\"size-large wp-image-47053\" src=\"https:\/\/www.filosofipercaso.it\/wp-content\/uploads\/2012\/07\/Michelangelo_Merisi_da_Caravaggio_-_Narcissus_-_WGA04109-491x600.jpg\" alt=\"\" width=\"491\" height=\"600\" srcset=\"https:\/\/www.filosofipercaso.it\/wp-content\/uploads\/2012\/07\/Michelangelo_Merisi_da_Caravaggio_-_Narcissus_-_WGA04109-491x600.jpg 491w, https:\/\/www.filosofipercaso.it\/wp-content\/uploads\/2012\/07\/Michelangelo_Merisi_da_Caravaggio_-_Narcissus_-_WGA04109-246x300.jpg 246w, https:\/\/www.filosofipercaso.it\/wp-content\/uploads\/2012\/07\/Michelangelo_Merisi_da_Caravaggio_-_Narcissus_-_WGA04109-768x938.jpg 768w, https:\/\/www.filosofipercaso.it\/wp-content\/uploads\/2012\/07\/Michelangelo_Merisi_da_Caravaggio_-_Narcissus_-_WGA04109.jpg 819w\" sizes=\"auto, (max-width: 491px) 100vw, 491px\" \/><p id=\"caption-attachment-47053\" class=\"wp-caption-text\">Narciso &#8211; Caravaggio<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si legge di tutto, ci si informa su tutto, sempre alla ricerca di una maggiore consapevolezza.<br \/>\nSpesso ci si chiede perch\u00e9 mai nell\u2019uomo \u00e8 innato il bisogno non solo di conoscere le cose ma anche di rappresentarsele.<br \/>\nEvolvendo si assimila l\u2019idea che non vi sia imperfezione alcuna nel naturale manifestarsi della vita, e che l\u2019autoconsapevolezza umana sia un semplice adattamento, come le mani prensili, la vista, e tutti gli altri sensi in genere.<br \/>\nInfine ci si rende conto che non esiste una categoria di \u201cerrore\u201d, e che questo sia solo apparente, connesso e funzionale alla vita planetaria.<br \/>\nQuelli che sembrano errori e storture lo sono nell\u2019ambito della sfera di competenza specifica, piano di manifestazione spazio-temporale per la vita umana autoreferente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questo piano non c\u2019\u00e8 differenza tra l\u2019aggressivit\u00e0 predatoria delle specie animali selvatiche e quella della specie umana, anzi si fa evidente quanto questa sia la pi\u00f9 aggressiva ed agguerrita fra tutte.<br \/>\nUna specie provvista di armi sottili e peculiari atte a renderla assolutamente imbattibile nella predazione.<br \/>\nAvendo poi posto se stessa al centro di una cosmogonia che presume conoscere, sviluppata nei mille risvolti religiosi pi\u00f9 o meno strutturati, si rende cieca a ulteriori approfondimenti e ricerche.<br \/>\nPensare che l\u2019uomo sia il risultato migliore della manifestazione materiale cosmica in cui \u00e8 immerso, \u00e8 un tentativo puerile di darsi importanza, di rapportarsi a un Assoluto che forse nemmeno ha cognizione della sua infinitesima, effimera esistenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non si avvede di esserne soltanto una delle infinite potenzialit\u00e0 di messa in esistere.<br \/>\nPer questa importanza che attribuisce a se stessa, l\u2019umanit\u00e0 perde di vista il relativo, il singolo uomo non sa riconoscersi come mero sistema cellulare, che finir\u00e0 con la disgregazione delle stesse e con la dispersione dell\u2019energia in cui, e di cui, consiste.<br \/>\nPerfino sperimentare stati di coscienza alterati, indotti o spontanei, alcuni veramente borderline, visioni, allucinazioni, o quanto altro, non dovrebbe indurre a considerare tali evenienze frutto di una reale esperienza subliminale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con questo non si esclude a priori un\u2019ulteriore capacit\u00e0 inferenziale umana di altri piani dimensionali, ma nemmeno si pu\u00f2 essere cos\u00ec sicuri da poterla asserire.<br \/>\nOggi forse la scienza ci soccorre, la fisica delle particelle, che nell\u2019infinitamente piccolo<br \/>\nva scoprendo il segreto dell\u2019indeterminabilit\u00e0 dei quanti, della natura della materia tutta che consiste di luce, energia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Che il senso del S\u00e9 attuale permanga in qualche memoria sub-quantica \u00e8 possibile ma, fino ad ora, non verificabile. Che il tramandarsi degli archetipi ne sia testimonianza \u00e8 ancora da scoprire.<br \/>\nIntanto \u00e8 indescrivibilmente intenso e interessante esistere ed essere partecipi di questo insondabile mistero.<\/p>\n<p align=\"right\"><strong><em>Cristina Bove<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Si legge di tutto, ci si informa su tutto, sempre alla ricerca di una maggiore consapevolezza. Spesso ci si chiede perch\u00e9 mai nell\u2019uomo \u00e8 innato il bisogno non solo di conoscere le cose ma anche di rappresentarsele. 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