{"id":624,"date":"2012-06-30T12:48:41","date_gmt":"2012-06-30T11:48:41","guid":{"rendered":"http:\/\/www.filosofipercaso.it\/?p=624"},"modified":"2024-04-12T01:08:53","modified_gmt":"2024-04-12T00:08:53","slug":"a-volo-dangelo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.filosofipercaso.it\/?p=624","title":{"rendered":"A volo d&#8217;Angelo"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_47519\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-47519\" class=\"size-full wp-image-47519\" src=\"https:\/\/www.filosofipercaso.it\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/Angelo-Darrigo-in-volo.jpg\" alt=\"\" width=\"480\" height=\"359\" srcset=\"https:\/\/www.filosofipercaso.it\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/Angelo-Darrigo-in-volo.jpg 480w, https:\/\/www.filosofipercaso.it\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/Angelo-Darrigo-in-volo-300x224.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 480px) 100vw, 480px\" \/><p id=\"caption-attachment-47519\" class=\"wp-caption-text\">Foto dal web<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">C\u2019era una volta, nel Regno dell\u2019(Im)possibile, un principe speciale. Come tutti i principi era bello, alto, elegante, splendente nei suoi lunghi riccioli d\u2019oro. A guardarlo bene, c\u2019era per\u00f2 qualcosa nel suo aspetto che lo distingueva da tutti gli altri principi e che ne rivelava lo straordinario destino.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I trasparenti occhi, a cui il cielo aveva donato i suoi riflessi di perla, il naso lievemente aquilino, il fisico asciutto e dinamico, quella sua aerea solennit\u00e0, nel loro insieme, rivelavano la forma unica di cui la natura o chiss\u00e0 il fato o forse le divinit\u00e0 l\u2019avevano dotato.. Aveva il cuore piumato Angelo. S\u00ec, Angelo era il suo nome, cos\u00ec uguale alla sua straordinaria sorte di aspirare al volo ben oltre i confini umani. Gli erano spuntate, chiss\u00e0 quando e chiss\u00e0 come, ai lati del suo rosso muscolo pulsante, due piccole e tenere ali. E solo un occhio veramente disattento non avrebbe percepito che prima o poi quel cuore alato avrebbe preso la strada del sole e delle nuvole.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sembrano una favola la vita e la morte di Angelo D\u2019Arrigo, l\u2019uomo che, in volo libero e col suo deltaplano a motore, ha sorvolato il mondo, proprio come un uccello.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019Etna in piena eruzione, il Sahara, la Siberia, l\u2019Everest: i pi\u00f9 grandi monumenti della terra lui li ha dominati con lo sguardo dal cielo, con il quale si \u00e8 fuso, in un totale, audacissimo abbraccio..<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E cos\u00ec, piano piano, \u00e8 diventato naturale per lui avvicinarsi ad altri esseri viventi naturalmente equipaggiati per l\u2019avventura del cielo: aquile delle Alpi, rapaci Himalayani, avvoltoi dell&#8217;America Latina e Australiani sono diventati per questo no-limits man compagni da osservare e imitare. Intuizione, studio, sperimentazione, tecnica e ostinazione: sulle orme di Leonardo, Angelo ha perseguito con inesausta passione il sogno, antico quanto l\u2019uomo, di padroneggiare l\u2019aria. E proprio antico, avvolto nel Mito, appare quel disegno, seppur costruito su kevlar, carbonio, dacron, alluminio, ergal, le modernissime fibre usate per la costruzione dei velivoli odierni. Perch\u00e9 fatto di leggerezza e di braccia spalancate all\u2019incontro con la natura, senza remore, senza esitazioni, perch\u00e9 mosso da una indomabile, sconfinata curiosit\u00e0 e dalla volont\u00e0 di ricostituire un\u2019armonia, un\u2019unicit\u00e0 originaria. Se ormai appare difficile individuare il numero di satelliti che quotidianamente scrutano la Terra e gli altri pianeti, se il cielo \u00e8 oggi un\u2019affollata autostrada per il traffico aereo che incessantemente lo attraversa, \u00e8 per\u00f2 vero, che ben poco si trasmette all\u2019uomo dell\u2019essenza della natura, attraverso questi incostanti contatti metallici. Conduciamo sicuri le nostre vite dentro solide recinzioni di cemento armato o mobili contenitori superaccessoriati. Eppure sappiamo dalle calamit\u00e0 naturali che le nostre certezze strutturali crollano istantaneamente davanti alla forza inarrestabile della natura. Ma c\u2019\u00e8 molto pi\u00f9: quelle scatole ben incasellate, ci stanno allontanando da un dialogo determinante, quello con la natura, che \u00e8 anche quello con noi stessi e con il ciclo di vita e morte, quindi con l\u2019Eternit\u00e0. C\u2019\u00e8, dentro l\u2019eterno svolgersi degli elementi della natura, un fluire continuo e incessante di voci che ci parlano della nostra verit\u00e0 pi\u00f9 profonda. E noi lo respingiamo. Del resto, l\u2019epoca che forse pi\u00f9 di ogni altra teme il silenzio, tende a scindere dall\u2019uomo tutto ci\u00f2 che gli parla dell\u2019uomo. La favola di Angelo D\u2019Arrigo termina con la perfetta conclusione del cerchio. In volo libero si spegne quel destino d\u2019uomo: l\u2019aria che lo aveva ospitato, cullato, sospinto, raccoglie anche il suo ultimo respiro. Eppure quel suo viaggio senza confini sembra davvero non dovere aver fine. E qui entra in gioco un altro di quei voli illimitati, con cui la vita pu\u00f2 sorprenderci: l\u2019incontro tra due anime.<br \/>\nLa moglie di Angelo, che \u00e8 stata incantata dalla sua peculiare avventura umana, lo ha seguito nelle sue spettacolari spedizioni, fino all\u2019ultima, forse la pi\u00f9 straordinaria: volare sul Machu Pichu assieme a due condor allevati dalla stessa famiglia D\u2019Arrigo, liberandoli nel loro habitat. Quel progetto, che Angelo aveva tenacemente sognato nel suo cuore piumato e che si poteva osservare gi\u00e0 in parte riflesso nei suoi occhi di cielo, non si \u00e8 spento con la sua vita. Ma si \u00e8 concluso felicemente, grazie all\u2019ostinazione della moglie Laura. Il 21 luglio 2006, per mezzo delle potenti ali del suo amore per il marito, Inca e Maya, i condor cui Angelo D\u2019Arrigo aveva insegnato a volare sotto le ali del suo deltaplano, hanno volato nel loro cielo d\u2019origine. Non sappiamo quando un nuovo Angelo nascer\u00e0 e se pi\u00f9 in alto sapr\u00e0 volare. Eppure, guardando certe traiettorie, cos\u00ec limpide e sicure, la strada appare cos\u00ec chiara, per noi tutti. Vilt\u00e0, bruttezza, disamore, cadono sbeffeggiati, sotto i colpi d\u2019ala di rapace di coraggio, ardore e vita.<\/p>\n<p align=\"right\"><em><strong>Carmen Cicero<\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>C\u2019era una volta, nel Regno dell\u2019(Im)possibile, un principe speciale. Come tutti i principi era bello, alto, elegante, splendente nei suoi lunghi riccioli d\u2019oro. A guardarlo bene, c\u2019era per\u00f2 qualcosa nel suo aspetto che lo distingueva da tutti gli altri principi e che ne rivelava lo straordinario destino. 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