{"id":610,"date":"2012-06-25T15:00:16","date_gmt":"2012-06-25T14:00:16","guid":{"rendered":"http:\/\/www.filosofipercaso.it\/?p=610"},"modified":"2021-05-25T20:11:18","modified_gmt":"2021-05-25T19:11:18","slug":"la-fedelta-dellessere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.filosofipercaso.it\/?p=610","title":{"rendered":"La fedelt\u00e0 dell&#8217;essere"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>P<\/em>i\u00f9 di cos\u00ec non posso fare, pi\u00f9 di questo non posso dare, \u00e8 inutile, tanto non ce la faccio, ormai lo so come va a finire, quello che avevo da dire l\u2019ho detto, il treno ormai l\u2019ho perso. Quante volte abbiamo ascoltato e proferito queste frasi, le braccia stanche cadute lungo i fianchi, quasi a voler contenere qualsiasi altro sforzo. E ogni volta, se siamo fortunati ad avere intorno qualche amico pronto a consolarci, ecco di rimando: non ci pensare, lascia stare, cerca di distrarti, pensa a te, volta pagina e via di seguito. La compiacenza non ha mai curato ferita alcuna, non ci spinge ad essere migliori, non ci fa crescere, ci costringe piuttosto in uno stato di stagnante rassegnazione. Una distrazione che non guarisce la lacerazione della nostra anima, ma ci spinge a guardare da un\u2019altra parte, come se il dolore, non pensato, sparisse. Questo antidoto, senza dubbio efficace nel caso dei malati immaginari, suona come una beffa nei confronti di chi la vita \u00e8 abituato ad affrontarla con una certa autenticit\u00e0 di sentimenti e parole. Solo chi ci ama ci spinge ad essere migliori e non vuole vederci sconfitti di fronte alle altalenanti vicende della vita, solo chi ci tiene davvero a noi non ci lascer\u00e0 soli davanti a scelte difficili, ma necessarie alla nostra crescita, anche se queste dovessero comportare un distacco parziale o definitivo. Volere il bene dell\u2019altro \u00a0significa proteggerne la crescita e lasciare che si sviluppi al massimo delle proprie possibilit\u00e0, senza compiacerne i momenti di arresto nel timore che uno sviluppo integrale possa impoverirci della sua presenza. Senza esaltarne capacit\u00e0 inesistenti, perch\u00e9 la frustrazione di fronte a quanti hanno davvero quel dono, non ne scoraggi l\u2019effettivo potenziale. Essere uomini e donne per l\u2019altro, significa aver cura prima di tutto di se stessi, del proprio mondo interiore, del proprio benessere ed equilibrio, senza troppe indulgenze o eccessiva severit\u00e0. Chi ci ama non ci paragona a nessuno, non paragona il nostro prima con il nostro poi, se non nella misura della crescita. Non vuole essere il maestro delle nostre scelte, ma solo un esempio di fedelt\u00e0 nelle diverse, a volte imprevedibili, stagioni della vita.<\/p>\n<p align=\"right\"><strong><em>Antonella Foderaro<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pi\u00f9 di cos\u00ec non posso fare, pi\u00f9 di questo non posso dare, \u00e8 inutile, tanto non ce la faccio, ormai lo so come va a finire, quello che avevo da dire l\u2019ho detto, il treno ormai l\u2019ho perso. 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