{"id":572,"date":"2012-06-02T13:35:49","date_gmt":"2012-06-02T12:35:49","guid":{"rendered":"http:\/\/www.filosofipercaso.it\/?p=572"},"modified":"2021-05-25T20:12:17","modified_gmt":"2021-05-25T19:12:17","slug":"i-giorni-difficili","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.filosofipercaso.it\/?p=572","title":{"rendered":"I giorni difficili"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Livia esce dal lavoro con quindici minuti di anticipo sul previsto senza dire il perch\u00e9. In macchina mette il solito Vinicio Capossela. Guida con calma, aprendo completamente i finestrini dell\u2019auto perch\u00e9, ovviamente, l\u2019aria condizionata si \u00e8 rotta proprio ora che \u00e8 estate. Controlla se ha la cartelletta verde sul sedile del passeggero. Bene, non l\u2019ha dimenticata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Paolo apre la custodia e mette il cd nel lettore dell&#8217;impianto Hi-Fi. Capossela mi \u00e8 sempre stato sulle palle. Non riesco a capire come faccia Livia ad amarlo cos\u00ec tanto. Lei sicuramente avr\u00e0 il volume al massimo in macchina mentre sta andando a fare quest&#8217;ultimo esame. Mi sono preso il pomeriggio di permesso ma non ha voluto che l&#8217;accompagnassi, non era il caso dice, perdere mezza giornata di lavoro. Volevo starle vicino come sempre, soprattutto ora che la vedo cos\u00ec in forma.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sono quasi le quattro e l\u2019appuntamento in Ospedale \u00e8 per le cinque. Ferma al semaforo, i finestrini aperti senza l\u2019effetto vento della velocit\u00e0 fanno solo entrare aria calda. Il tipo alla guida dell\u2019auto accanto a lei gira un istante la testa, per darle un\u2019occhiata di sfuggita. In quel periodo della sua vita Livia \u00e8 un po\u2019 troppo grassa. Ingrassare era una tragedia, fino a trent\u2019anni. Tutti a dirle che non era importante, ma lei si ribellava a quell\u2019affronto estetico, come se fosse pi\u00f9 importante di quello biologico. Ora che i trenta sono passati, il peso \u00e8 diventato un dettaglio trascurabile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Paolo si siede sul dondolo in vimini, all&#8217;ombra sul balcone, una caraffa di acqua e menta colma fino all&#8217;orlo di cubetti di ghiaccio, preme il telecomando dello stereo. Con la musica inizia anche il movimento oscillatorio della sedia. Livia evita lo specchio ultimamente, dice che le medicine l\u2019hanno fatta ingrassare. Non so. Io la trovo desiderabile con quel vestitino bianco cos\u00ec leggero. Speriamo torni alla svelta e su di morale cos\u00ec magari incrociamo le gambe stasera. Anche se da questa malattia non guarir\u00e0, i medici continuano a rassicurarci e incoraggiarci a vivere una vita normale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I primi anni di matrimonio lei non si fidava di Paolo, del suo amore. Nei periodi in cui era pi\u00f9 grassa poi, era certa che fingesse. Non pu\u00f2 essere, pensava, che continui ad amarmi, che voglia ancora stare con me. Un ritardo di dieci minuti era perch\u00e9 un\u2019altra lo aveva trattenuto. Paolo ha amato quella ragazzetta dalla prima volta. Non riusciva a starle lontano, nonostante lei facesse di tutto per essere sgarbata. Alla fine glielo aveva detto della malattia cronica che l&#8217;avrebbe perseguitata per il resto della vita. Cosa importava, gli piaceva troppo, l&#8217;amore avrebbe superato tutto, il desiderio di stare con lei era pi\u00f9 forte di ogni ostacolo. La mano di Livia esita sulla maniglia della porta della sala di attesa: sa gi\u00e0 quello che l&#8217;attende. I volti sconosciuti che si trova davanti hanno l&#8217;espressione di sempre: un sorriso strappato sulla bocca, i denti arenati sulla secca delle labbra, nella profondit\u00e0 degli occhi riflessa, come specchio, l&#8217;immagine della propria angoscia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>E a veder che crudel destino ora ne viene<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>ma che l&#8217;ombra ora ci prenda pi\u00f9 mi addolora<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Paolo pensa che Vinicio si sbaglia, o non \u00e8 mai stato innamorato. Nascondendo il dolore dietro una maschera per non esserle di peso, perch\u00e8 non si preoccupasse anche per lui, soprattutto nei lunghi periodi d&#8217;isolamento in ospedale, il suo cuore non ha mollato mai davanti a nessun ostacolo.<\/p>\n<p>Ecco, pensa Livia, i momenti pi\u00f9 difficili sono passati. Paolo \u00e8 sempre meno angosciato. Paolo \u00e8 ancora con lei. Non c\u2019\u00e8 stato modo di farlo desistere, e s\u00ec che le ha provate di tutte. Ad essere insofferente, insopportabile, cattiva. A mandarlo a quel paese. Lui si incazzava e contraccambiava, provava a trattarla male ma poi tornava sempre all\u2019Ospedale, a casa, nel loro letto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ogni volta che Livia tornava a casa dall\u2019Ospedale, non importa quanto debole fosse, facevano l\u2019amore. Non appena rientrati in casa, qualunque ora fosse, riaffermavano cos\u00ec il loro diritto ad amarsi anche quando la paura blocca lo spirito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Che far\u00f2 lontan da te pena dell&#8217;anima<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>senza vederti, senza averti, n\u00e9 guardarti<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un amore impossibile? No, forse per te pianista mangiaparole. Le parole comunque le scegli giuste, la musica mi piace un po&#8217; meno, ma forse devo ancora farci l&#8217;orecchio. All\u2019inizio la tua musica era l&#8217;unico ostacolo tra me e Livia. Quando arrivavo in casa lei subito spegneva lo stereo, sapeva che mi davi i nervi. Ora, sta a vedere che comincio ad apprezzarti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E&#8217; l&#8217;ora della pennichella per Paolo, dondol\u00eco e musica sono i preliminari per il sonno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Vai vai tanto non \u00e8 l&#8217;amore che va via<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Vai vai l&#8217;amore resta sveglio anche se \u00e9 tardi e piove ma vai tu vai rimangono candele e vino e lampi sulla strada del destino.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Paolo \u00e8 decollato. Corse in ospedale, flebo, prelievi, attese, lacrime&#8230; e poi abbracci, baci, carezze, mani che scivolano sui corpi, sussurri, sospiri&#8230;e poi di nuovo stanze vuote, silenzi, eco di passi assenti nella casa, colazioni tristi, cene in piedi&#8230;e poi lenzuola pulite, profumo di fresco, tenerezze , orgasmi. Si sveglia in un lago di sudore, la musica sta finendo&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 arrivato il turno di Livia, il numero sul display \u00e8 di un\u2019unit\u00e0 pi\u00f9 basso di quello che ha in mano. Quando arriva l\u2019infermiera, distaccata e gentile lei le va incontro e quella le fa cenno di seguirla.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Ma non \u00e8 l&#8217;amore che va via<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>il tempo s\u00ec ci ruba e poi asciuga il cuor.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cosa? Il tempo rubato? Asciuga il cuor? No no, credo di non averla capita questa, ne parler\u00f2 con Livia. Tutto questo tempo di sofferenze, la pazienza necessaria al tempo dell&#8217;attesa e del non-ancora ha contribuito a farci conoscere l&#8217;entit\u00e0 del nostro amore e la possibilit\u00e0 di continuare a godercelo a piccoli morsi, piccoli passi nelle semplicit\u00e0 delle piccole cose che ogni giorno offre.<\/p>\n<p>Nell\u2019ambulatorio il medico non c\u2019\u00e8 ancora e l\u2019infermiera le fa le domande di rito: et\u00e0, peso, allergie particolari a farmaci. <em>Lei \u00e8 in et\u00e0 fertile,<\/em> dice infine: <em>se \u00e8 incinta l\u2019esame non si pu\u00f2 fare, danneggerebbe il feto.<\/em> Ed ecco perch\u00e9 quell\u2019infermiera sconosciuta, distaccata e gentile ha avuto la notizia della sua gravidanza prima di Paolo, suo marito.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em><strong> Fausto Marchetti &amp; Melania Ceccarelli<\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Livia esce dal lavoro con quindici minuti di anticipo sul previsto senza dire il perch\u00e9. 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