{"id":511,"date":"2012-05-02T16:00:15","date_gmt":"2012-05-02T15:00:15","guid":{"rendered":"http:\/\/www.filosofipercaso.it\/?p=511"},"modified":"2012-05-02T15:58:38","modified_gmt":"2012-05-02T14:58:38","slug":"il-tempo-della-sospensione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.filosofipercaso.it\/?p=511","title":{"rendered":"Il tempo della sospensione"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.filosofipercaso.it\/?attachment_id=512\" rel=\"attachment wp-att-512\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-large wp-image-512\" title=\"the artist best\" src=\"https:\/\/www.filosofipercaso.it\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/the-artist-best-396x600.jpg\" alt=\"\" width=\"396\" height=\"600\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><em>(Immagine The Artist)<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Qual \u00e8 l\u2019unit\u00e0 di misura del nostro tempo? Cos\u2019\u00e8 che scandisce minuti, ore e giornate del nostro vivere? Le stagioni si alternano, passando per un numero definito di cartellini timbrati, scadenze di bollette, quadrimestri. I mesi trovano coronamento con l\u2019arrivo della busta paga, i giorni seguono il ritmo degli scatti del semaforo o della quantit\u00e0 di byte al secondo della nostra ADSL. Tutto ci tiene costantemente aggiornati sullo scorrere della nostra vita di lavoratori, automobilisti, fruitori di servizi, consumatori di beni e di notizie. Il nostro tempo \u00e8 vivisezionato, per offrire sempre pi\u00f9 preziosi sacrifici all\u2019altare della produttivit\u00e0.\u00a0L\u2019up-to-date \u00e8 il quotidiano rito di passaggio che compiamo per non perdere la marcia nell\u2019implacabile andare della contemporaneit\u00e0. Eppure, tutto questo apparente controllo del tempo, la sua gestione studiata e puntuale, fin nei minimi dei dettagli, lascia costantemente in noi la deprimente impressione di non disporre mai di tempo a sufficienza. Non abbiamo tempo, infatti, per esplorare, non tanto l\u2019atavico bisogno filosofico di costruire un senso, attraverso il nostro percorso di vita. Ma, pi\u00f9 semplicemente, ci manca il respiro per vivere le nostre coordinate umane. Sulla mappa dell\u2019esistere, la nostra precaria condizione di uomini richiede un\u2019attenzione, una cura, un\u2019amorevolezza, che possono svilupparsi solo attraverso un incedere lento e progressivo. Una sospensione \u00e8 d\u2019obbligo. Rimanere fermi, immobili, a contemplare il filo che dall\u2019origine ci conduce all\u2019ignoto e che pu\u00f2 suscitare le reazioni pi\u00f9 varie e contrastanti: una serena contemplazione, l\u2019audace desiderio di sapere, il terrore pi\u00f9 paralizzante, una rabbia primitiva. Per questo, alcuni aspetti della civilt\u00e0 contadina, imbastita sull\u2019aderenza a cicli e riti primari e primordiali, che fino al secolo scorso era la tela pesante su cui si ricamava l\u2019identit\u00e0 forte del nostro paese, sembravano accordarsi meglio con la delicata essenza umana. Enzo Bianchi nel suo \u201cOgni cosa alla sua stagione\u201d ci racconta vissuti scanditi da \u201cgiorni degli aromi, del focolare, del presepe, della memoria\u201d, in cui l\u2019uomo trova, grazie anche al ritmo infallibile della natura, il tempo per guardare negli occhi s\u00e9 stesso e quindi l\u2019altro. E perfino, quando le situazioni lo impongono, per annegare liberamente nel proprio dolore. Fabio Famularo nel suo \u201cRaccontami di Stromboli\u201d ricorda \u201cd\u2019inverno, invece, rincorrevamo le onde che s\u2019infrangevano sulla spiaggia e nel buio della sera, mentre aspettavamo che le barche rientrassero, guardavamo le stelle nel tentativo di contarne il pi\u00f9 possibile.\u201d Felice l\u2019uomo che pu\u00f2 ergere a unit\u00e0 di misura del proprio tempo il computo delle luci del cielo! Ieri, al termine di una lunga passeggiata, ho visto un bambino che se ne stava accovacciato sul marciapiede a osservare dei piccioni che beccavano dei tozzi di pane. Dava l\u2019idea di non possedere alcuna percezione n\u00e9 di che ora fosse, n\u00e9 del luogo in cui si trovava. Quel momento sarebbe potuto durare un\u2019eternit\u00e0 o forse un attimo, non appena fosse stato soggiogato da una percezione pi\u00f9 significativa. Eppure, in quella deroga al tempo, quel bambino stava abbracciando l\u2019oggetto della sua visione con un coinvolgimento totale, stava conoscendo, facendo propria, amando profondamente la vita.<\/p>\n<p align=\"right\"><strong><em>Carmen Cicero<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Immagine The Artist) Qual \u00e8 l\u2019unit\u00e0 di misura del nostro tempo? Cos\u2019\u00e8 che scandisce minuti, ore e giornate del nostro vivere? Le stagioni si alternano, passando per un numero definito di cartellini timbrati, scadenze di bollette, quadrimestri. 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