{"id":47636,"date":"2026-07-02T07:15:02","date_gmt":"2026-07-02T06:15:02","guid":{"rendered":"https:\/\/www.filosofipercaso.it\/?p=47636"},"modified":"2026-07-02T09:15:44","modified_gmt":"2026-07-02T08:15:44","slug":"il-mal-essere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.filosofipercaso.it\/?p=47636","title":{"rendered":"Il Mal-Essere"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_47638\" style=\"width: 610px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-47638\" class=\"wp-image-47638 size-large\" src=\"https:\/\/www.filosofipercaso.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/akira-1-600x392.jpg\" alt=\"\" width=\"600\" height=\"392\" srcset=\"https:\/\/www.filosofipercaso.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/akira-1-600x392.jpg 600w, https:\/\/www.filosofipercaso.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/akira-1-300x196.jpg 300w, https:\/\/www.filosofipercaso.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/akira-1-768x502.jpg 768w, https:\/\/www.filosofipercaso.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/akira-1-1536x1003.jpg 1536w, https:\/\/www.filosofipercaso.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/akira-1.jpg 1600w\" sizes=\"auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><p id=\"caption-attachment-47638\" class=\"wp-caption-text\">Immagine tratta da Akira (1988)<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: right;\">Il peggior male non \u00e8 dunque il male radicale, ma \u00e8 un male senza radici. E proprio perch\u00e9 non ha radici, questo male non conosce limiti.<br \/>\nHannah Arendt<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non \u00e8 un semplice contratto: \u00e8 un tratto che, stupidamente, resta sempre distratto. Ci sono<br \/>\ntorri che scrutano l\u2019avvenire, avamposti sicuri dove nascondere ogni genere di paura. Ma<br \/>\nla paura dimora nel male, o \u00e8 il male a rifugiarsi nella paura? \u00c8 difficile definire il male<br \/>\nquando tutto ci\u00f2 che lo caratterizza viene ridotto a una semplice accettazione, a una<br \/>\nsopportazione quasi automatica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il male sembra tracciare confini fragili, facili da superare, perch\u00e9 ogni cosa deve trovare lo<br \/>\nspazio in cui prosperare. Spesso la percezione del male cambia in base alla sua distanza:<br \/>\npi\u00f9 ci\u00f2 che \u00e8 lontano appare innocuo, pi\u00f9 il male ci sembra una sciocchezza trascurabile.<br \/>\nLa distanza diventa cos\u00ec la soluzione pi\u00f9 congeniale per allontanare ogni briciola di paura.<br \/>\nMa il male respinto, allontanato, pu\u00f2 albergare dentro di noi sotto forma di idea? Sono<br \/>\nspesso i pensieri pi\u00f9 profondi, quelli radicati nel nostro essere, ad alimentare certe idee,<br \/>\ntrasformandole in verit\u00e0 distorte. Cos\u00ec progettiamo mondi apparentemente luminosi, ma<br \/>\nessenzialmente ingannevoli, sostenuti da convinzioni che crediamo solide.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il male pu\u00f2 manifestarsi in molti modi: in una decisione concreta, priva di ripensamenti o<br \/>\ncoscienza; oppure pu\u00f2 sedimentare nella mente e diventare, nel tempo, un compagno con<br \/>\ncui dialogare in modo spietato e distaccato. Il male non \u00e8 solo la capacit\u00e0 di ferire o<br \/>\nannientare: \u00e8 l\u2019idea che qualcosa di tremendamente sbagliato possa essere considerato<br \/>\nlegittimo, giusto, persino necessario.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 difficile tracciare un confine tra ci\u00f2 che \u00e8 malvagio e ci\u00f2 che non lo \u00e8, perch\u00e9 quando<br \/>\nentrano in gioco desideri, ambizioni, paure e debolezze, tutto pu\u00f2 sembrare lecito,<br \/>\naccettabile, se non addirittura sostenibile con orgoglio e determinazione. Le nubi grigie<br \/>\nnon sono soltanto messaggeri cupi colmi d\u2019acqua: il loro viaggio \u00e8 un piano ben<br \/>\norchestrato per nascondere la luce.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E dove c\u2019\u00e8 luce, si corre anche il rischio di bruciare ogni possibilit\u00e0 di comprensione. La<br \/>\nconoscenza non \u00e8 un territorio stabile, ma un progetto incerto di convinzioni, in cui ogni<br \/>\ndiversit\u00e0 pu\u00f2 trasformarsi in ostacolo o nemico. Difendiamo i confini con inflessibilit\u00e0,<br \/>\ntracciando linee che nascono dalla paura e costruendo zone rassicuranti dove crediamo di<br \/>\nabitare noi stessi, mentre in realt\u00e0 si ritira l\u2019umanit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019umano non \u00e8 pi\u00f9 un modello su cui fondare una civilt\u00e0, perch\u00e9 il potere \u2014 forza che<br \/>\nsoggioga e acceca \u2014 prevale su ogni possibilit\u00e0 di comprensione. Cos\u00ec il male resta<br \/>\nlatente in noi, finch\u00e9 continueremo a lasciarci guidare dal desiderio di benessere e<br \/>\ndall\u2019egoismo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019essere, quell\u2019enigma che pulsa dentro di noi, dovrebbe allontanarsi dal male \u2014 da quello<br \/>\nche rivolgiamo a noi stessi e da quello che infliggiamo agli altri. Ma la paura, l\u2019angoscia di smarrire le certezze che costruiamo giorno dopo giorno, finisce per spegnere la nostra<br \/>\nempatia e assottigliare la sensibilit\u00e0 verso il mondo e verso noi stessi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dunque: \u00e8 il male che avvelena l\u2019essere, o \u00e8 l\u2019essere che pu\u00f2 assumere la forma cinica<br \/>\ndell\u2019ottenere a ogni costo? Il potere della scelta e la difficolt\u00e0 del saper rinunciare nascono<br \/>\ndalla nostra immedesimazione nel mondo; ma se la comprensione emotiva si riduce a una<br \/>\nbrezza di parole, tutto diventa caos, e il bene non \u00e8 che una semplice parola.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cos\u00ec il futuro appare come un quadro esposto solo per pochi, mentre la speranza resta<br \/>\nfuori da ogni possibile volont\u00e0. \u00c8 il tempo della dissimulazione, della manipolazione, della<br \/>\nnegazione: ogni principio \u00e8 una colonna che si sgretola e difficilmente si salva.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019orizzonte \u00e8 distante; \u00e8 comprensibile l\u2019imperfezione dell\u2019essere, che diventa la<br \/>\nmeccanica di un mondo mutato in un giocattolo sabotato. Cos\u00ec si resta alla ricerca di un<br \/>\nsenso anche nell\u2019abisso del progresso, una strada indicata e raramente ragionata.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">Chi lotta contro i mostri deve fare attenzione a non diventare lui stesso un mostro. E se tu guarderai a lungo in un abisso, anche l&#8217;abisso vorr\u00e0 guardare dentro di te.<br \/>\nFriedrich Wilhelm Nietzsche<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><strong><em>Francesco Colia<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il peggior male non \u00e8 dunque il male radicale, ma \u00e8 un male senza radici. E proprio perch\u00e9 non ha radici, questo male non conosce limiti. Hannah Arendt Non \u00e8 un semplice contratto: \u00e8 un tratto che, stupidamente, resta sempre distratto. 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