{"id":47607,"date":"2025-11-11T17:48:48","date_gmt":"2025-11-11T16:48:48","guid":{"rendered":"https:\/\/www.filosofipercaso.it\/?p=47607"},"modified":"2025-11-11T18:49:39","modified_gmt":"2025-11-11T17:49:39","slug":"racconto-della-buona-notte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.filosofipercaso.it\/?p=47607","title":{"rendered":"Racconto della buona notte"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_47608\" style=\"width: 517px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-47608\" class=\"size-large wp-image-47608\" src=\"https:\/\/www.filosofipercaso.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/39d7691f-1c13-445a-8465-0838343cb2b8-507x600.jpg\" alt=\"\" width=\"507\" height=\"600\" srcset=\"https:\/\/www.filosofipercaso.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/39d7691f-1c13-445a-8465-0838343cb2b8-507x600.jpg 507w, https:\/\/www.filosofipercaso.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/39d7691f-1c13-445a-8465-0838343cb2b8-253x300.jpg 253w, https:\/\/www.filosofipercaso.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/39d7691f-1c13-445a-8465-0838343cb2b8-768x909.jpg 768w, https:\/\/www.filosofipercaso.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/39d7691f-1c13-445a-8465-0838343cb2b8.jpg 865w\" sizes=\"auto, (max-width: 507px) 100vw, 507px\" \/><p id=\"caption-attachment-47608\" class=\"wp-caption-text\">Scatto fxc<\/p><\/div>\n<p>Quando si pensa ai racconti della buona notte, ci si ricorda bambini. Mamma o pap\u00e0, zii o nonni intenti a leggerci una fiaba per invitare la fantasia ad acciambellarsi serena, nonostante il buio, sotto le coperte.<\/p>\n<p>La cosa pi\u00f9 bella dei racconti della buona notte non \u00e8 tanto il contenuto della fiaba, quanto il tempo che chi ci amava dedicava alla nostra protezione, a farci sentire al sicuro, amati. Una volta adulti, quando i genitori non possono pi\u00f9 starci accanto ed i nonni sono diventati loro stessi una fiaba bella, il contenuto delle nostre letture si riempie di significato.<\/p>\n<p>Abbiamo oggi come allora, forse ancor pi\u00f9 di allora, bisogno di protezione e cura, eppure chi avr\u00e0 del tempo da donarci per farci sentire amati e protetti? Chi scaccer\u00e0 l&#8217;ansia di quel buio, non pi\u00f9 fuori le coperte?<\/p>\n<p>___________<\/p>\n<p>Un uccellino si posa sul davanzale della finestra, cinguetta, vivacemente muove la testa. Ha fame, ti dici, gli dar\u00f2 un pezzetto di mela. Agile come un bambino, ti alzi con il frutto gi\u00e0 sbucciato in mano. \u00c8 zuccherina, fresca e fragrante, succulenta al palato. Non hai resistito e l&#8217;hai mangiata tutta d&#8217;un fiato. E l&#8217;uccellino? Ti chiedi interdetto. \u00c8 gi\u00e0 volato. Era venuto solo per prendersi cura di te. Per ricordarti di prenderti cura di te. Chiudi gli occhi insonni e prenditi cura di te.<\/p>\n<p>Il bene che hai fatto, anche se piccolo come un semino di mela, non \u00e8 andato perduto. La gratitudine torna al mittente anche se il destinatario \u00e8 distratto o incurante. A volte \u00e8 la carezza di un raggio di sole, la luce della luna tra le nuvole scure, il sorriso di un bambino o lo scodinzolio di un cane, le fusa di un gatto, il ronzio di un&#8217;ape tra i fiori. Un dono inatteso, il profumo del caff\u00e8 al mattino. Un abbraccio.<\/p>\n<p>Non sei solo, mai. Sei amato sempre. Anche quando non hai nessuno a darti la buona notte, anche quando la notte sembra non finire mai. C&#8217;\u00e8 una lucina sempre accesa che guida la penna di chi scrive un racconto per te.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em><strong>Antonella Foderaro<\/strong><\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quando si pensa ai racconti della buona notte, ci si ricorda bambini. Mamma o pap\u00e0, zii o nonni intenti a leggerci una fiaba per invitare la fantasia ad acciambellarsi serena, nonostante il buio, sotto le coperte. 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