{"id":47547,"date":"2024-09-10T14:29:24","date_gmt":"2024-09-10T13:29:24","guid":{"rendered":"https:\/\/www.filosofipercaso.it\/?p=47547"},"modified":"2024-09-10T14:29:24","modified_gmt":"2024-09-10T13:29:24","slug":"onde-gravitazionali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.filosofipercaso.it\/?p=47547","title":{"rendered":"Onde gravitazionali"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-large wp-image-47548\" src=\"https:\/\/www.filosofipercaso.it\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/b9355961-4579-48b3-b426-7d91214e3743-600x600.jpg\" alt=\"\" width=\"600\" height=\"600\" srcset=\"https:\/\/www.filosofipercaso.it\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/b9355961-4579-48b3-b426-7d91214e3743-600x600.jpg 600w, https:\/\/www.filosofipercaso.it\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/b9355961-4579-48b3-b426-7d91214e3743-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.filosofipercaso.it\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/b9355961-4579-48b3-b426-7d91214e3743-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.filosofipercaso.it\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/b9355961-4579-48b3-b426-7d91214e3743-768x768.jpg 768w, https:\/\/www.filosofipercaso.it\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/b9355961-4579-48b3-b426-7d91214e3743.jpg 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: right;\"><em>Il mondo \u00e8 gi\u00e0 sempre quello che io con-divido con gli altri.<\/em><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: right;\"><em>Martin Heidegger<\/em><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">\n<p style=\"font-weight: 400;\">Non sempre la luce offre una prospettiva chiara su cosa accade o accadr\u00e0. Le zone d\u2019ombra, quelle distorsioni del vedere che non di rado ingannano occhi ed interpretazioni, sono parte della visione ammiccante della realt\u00e0. Le ragioni del pensare non hanno una ragione indiscutibile perch\u00e9 spesso ci\u00f2 che si pensa \u00e8 un\u2019eredit\u00e0 mal riconosciuta e taciuta. Il comprendere \u00e8 un progetto elastico, a volte plastico, che deve le sue affermazioni in piccole convinzioni. Cos\u00ec anche l\u2019accaduto si altera in spazi arrendevoli che invocano un\u2019attenzione ambigua e turbata. Dunque, le nubi dell\u2019ascoltare sono investite da perturbazioni che non lasciano possibilit\u00e0 di scelta e tutto si riduce in un\u2019onda priva di suoni. Il carattere della pressione genera accordi controversi, perch\u00e9 non si pu\u00f2 restare in equilibrio quando i rumori chiedono solo di cancellare la disperazione. Funamboli meccanici, prodotti deformati per assecondare domande perse nel vuoto dei loro contenuti, nell\u2019assurdo valore dei giorni perduti. Dove sono le galassie dell\u2019agire per un bene che non ha bisogno di ferire? \u00c8 la polarizzazione del volere, contrazione di un desiderio lontano dal dire e dal sentire. Cos\u00ec si resta in orbita, in assenza di cura, aspettando eventuali forme di riscatto in un tempo passato e trascurato. Sono le lunghe attese del conoscere, abili inseguitori di specie estinte, ribelli di un mondo che anela solo un dividere da ogni possibile \u201ccon\u201d. Il ritorno \u00e8 un silenzio pericoloso, segno di una struttura disabitata e disorientata, perno di un\u2019apertura rivolta a giorni sornioni. Possiamo reclamare un destino diverso per essere un diverso senza vestiti uguali e parole piene di guai? L\u2019incontro non \u00e8 un duello in cerca di uno scontro ma la ricerca di un rifugio sicuro. Non sempre la luce infonde sicurezza su cosa \u00e8 o cosa non \u00e8. Cos\u00ec come esperimenti esperiti in numeri impazziti e ripetitivi restiamo chiusi in laboratori disturbanti e deliranti. La chiave del successo non \u00e8 la sorpresa ma una veloce discesa senza resa anche se l\u2019insuccesso \u00e8 il pi\u00f9 facili dei trofei, in bacheche impolverate ed esasperate. Dove portano questi pensieri se non in luoghi poco frequentati, in territori ormai dimenticati? Il volere resta appeso a un filo come un pendolo che oscilla tra il fare e il deflagrare in attesa di ruotare nella direzione del diventare. La densit\u00e0 delle parole perde il suo significato perch\u00e9 tutto deve confluire nell\u2019utile e nel dilettevole come unica forma del vivere. Cos\u00ec l\u2019assenza avanza inesorabilmente, tenacemente cercando di dipingere ogni opportunit\u00e0 in un ricordo e tutto si colora di foto spente orfane di un tempo luminoso. Il mondo esplode come fuochi d\u2019artificio e corre lontano la scelta, evasa in cerca di un senso che non trova in questa precariet\u00e0. Dove sono le galassie del capire per un bene che non ha bisogno di fuggire? Respirare, con tutta la forza del dare anche se ogni pensiero \u00e8 salpato verso un mare inesplorato e incontaminato.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: right;\"><em><strong>Francesco Colia<\/strong><\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: right;\"><em>Ti voglio bene, bello<\/em><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: right;\"><em>Lasciati andare<\/em><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: right;\"><em>The Bear<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Il mondo \u00e8 gi\u00e0 sempre quello che io con-divido con gli altri. Martin Heidegger Non sempre la luce offre una prospettiva chiara su cosa accade o accadr\u00e0. 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