{"id":47459,"date":"2023-08-15T19:22:38","date_gmt":"2023-08-15T18:22:38","guid":{"rendered":"https:\/\/www.filosofipercaso.it\/?p=47459"},"modified":"2023-08-15T19:22:38","modified_gmt":"2023-08-15T18:22:38","slug":"coltivare-relazioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.filosofipercaso.it\/?p=47459","title":{"rendered":"Coltivare relazioni"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_47460\" style=\"width: 460px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/www.filosofipercaso.it\/wp-content\/uploads\/2023\/08\/IMG_1527.jpg-scaled.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-47460\" class=\"size-large wp-image-47460\" src=\"https:\/\/www.filosofipercaso.it\/wp-content\/uploads\/2023\/08\/IMG_1527.jpg-450x600.jpg\" alt=\"\" width=\"450\" height=\"600\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-47460\" class=\"wp-caption-text\">Scatto \u00a9filosofi per caso<\/p><\/div>\n<p>Coltivare relazioni \u00e8 qualcosa che s\u2019impara, ma non \u00e8 proprio spontaneo nell\u2019essere umano. Avere relazioni al contrario lo \u00e8, si nasce e si cresce nelle relazioni, in famiglia per esempio, con i parenti, a scuola, con i compagni, insegnanti, che sono tra i primi estranei con cui entriamo in relazione. Le relazioni hanno infatti in comune un aspetto, la continuit\u00e0 nel tempo, altrimenti si parla di incontri. \u00c8 grazie alle relazioni che nascono amicizie e amori, anche se a volte un incontro pu\u00f2 bastare a far nascere la curiosit\u00e0, la scintilla, il desiderio di iniziare una relazione.<\/p>\n<p>Coltivare relazioni per\u00f2 significa farle durare nel tempo e prendersene cura nelle diverse stagioni della vita e attraverso i suoi diversi ritmi, umori, accadimenti. Alle volte subentrano distanze fisiche alle quali non raramente molte relazioni soccombono in quanto sono appunto difficili da coltivare. Rimane l\u2019idea della relazione, il ricordo, la nostalgia. Tuttavia, poich\u00e8 siamo esseri proiettati verso il futuro, abbiamo bisogno di presente per nutrire le relazioni. I ricordi bastano, certo, ma il presente rimane orfano per nutrire un futuro che ci allontana sempre pi\u00f9 da quei ricordi.<\/p>\n<p>Altre volte sono gli accadimenti a cambiarci. Una scelta che fa crescere le differenze all\u2019interno della ralazione, una malattia, un compagno\/a che non le condivide, interessi e \u201cfortune\u201d differenti. Insomma, ci si guarda e non ci si riconosce pi\u00f9 nella relazione e si smette di coltivarla. Oppure capita la classica relazione che io amo definire monodirezionale. Quella dove uno dei due fa tutti gli sforzi e l\u2019altro solo prende con una ricca dose di ingratitudine. Ovviamente mi riferisco a relazioni in cui non ci sono asimmetrie dovute a trauma o malattie. Anche queste sono relazioni destinate a dissolversi se non si ha una forte predisposizione al masochismo o non si \u00e8 spinti da qualche tipo di necessit\u00e0.<\/p>\n<p>Coltivare relazioni quindi richiede: prossimit\u00e0 (fisica e non), tempo, simmetricit\u00e0. Ma non basta. Anche una buona dose di generosit\u00e0, per venire incontro all\u2019altro nei momenti \u201cno\u201d che tutti attraversiamo e pure la capacit\u00e0 di perdonare, di non tenere conto del peso che la relazione pu\u00f2 avere sulla propria vita. Ogni relazione ha infatti un costo di rinunce che viene ripagato in termini di stabilit\u00e0 della stessa. Pure queste rinunce necessitano simmetria in un rapporto sano.<\/p>\n<p>Perdere relazioni nel tempo e nello spazio \u00e8 qualcosa cui difficilmente ci si fa l\u2019abitudine. Tanto pi\u00f9 abbiamo coltivato la relazione, tanto pi\u00f9 \u00e8 durata, tanto pi\u00f9 perderla \u00e8 come perdere una parte di noi stessi. Ci destabilizza e ci sentiamo soli, perch\u00e8 ogni relazione, per quanto asimettrica, ci ha comunque dato qualcosa: amore, conforto, comprensione, sostegno, rifugio. Tuttavia cos\u00ec come si impara a coltivare le relazioni, dobbiamo anche imparare ad accettarne la fine. Forse questa \u00e8 la lezione pi\u00f9 difficile da imparare, se mai lo si riesce. Coltivare \u00e8 qualcosa che ci proietta verso un futuro ricco di frutti, aspettative e speranze. Lasciare andare, sa di resa, fallimenti, addii, niente cui ci piaccia anche solo pensare.<\/p>\n<p>Sia essa fisica, definitiva, sia essa fatta di distanze, la fine di una relazione, qualunque sia la sua natura, ci lascia sempre una cicatrice nel cuore. Ma un cuore senza cicatrici, se mai esiste, \u00e8 un cuore che deve ancora imparare a coltivare relazioni.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><strong>Antonella Foderaro<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Coltivare relazioni \u00e8 qualcosa che s\u2019impara, ma non \u00e8 proprio spontaneo nell\u2019essere umano. Avere relazioni al contrario lo \u00e8, si nasce e si cresce nelle relazioni, in famiglia per esempio, con i parenti, a scuola, con i compagni, insegnanti, che sono tra i primi estranei con cui entriamo in relazione. 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