{"id":47212,"date":"2021-11-05T15:21:59","date_gmt":"2021-11-05T14:21:59","guid":{"rendered":"https:\/\/www.filosofipercaso.it\/?p=47212"},"modified":"2021-11-15T10:46:14","modified_gmt":"2021-11-15T09:46:14","slug":"il-dolore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.filosofipercaso.it\/?p=47212","title":{"rendered":"Il dolore"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_47213\" style=\"width: 610px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-47213\" class=\"wp-image-47213 size-large\" src=\"https:\/\/www.filosofipercaso.it\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/IMG_20211105_150919-01-600x451.jpeg\" alt=\"\" width=\"600\" height=\"451\" \/><p id=\"caption-attachment-47213\" class=\"wp-caption-text\">Immagine di Francesco Colia<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: center;\">\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>La sofferenza ci minaccia da tre parti: dal nostro corpo che \u00e8 destinato a deperire e a disfarsi; dal mondo esterno che contro noi pu\u00f2 infierire con strapotenti spietate forze distruttive; e infine dalle nostre relazioni con altri uomini. La sofferenza che ha origine nell\u2019ultima fonte viene da noi avvertita come pi\u00f9 dolorosa di ogni altra.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>Sigmund Freud<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il dolore \u00e8 perdita, qualcosa che muta la propria condizione. Il dolore non inganna, non finge di essere diverso da quello che \u00e8. Non si pu\u00f2 sfuggire al dolore dopo esserne stati travolti e ci\u00f2 che lo rende potente \u00e8 la sua capacit\u00e0 di insinuarsi nella mente e nel corpo. Tutto pu\u00f2 essere fonte di dolore, una parola, un gesto, una malattia, una persona, un ricordo e questo non fa che accrescere il desiderio di rimuoverlo. I pensieri cercano in ogni modo di cancellare il dolore, i pensieri volano in cerca di terre rigogliose ma siamo consapevoli del fatto che un giorno il dolore busser\u00e0 alla nostra porta. Non vogliamo avere a che fare con ci\u00f2 che ci fa soffrire, chi pu\u00f2 bramare il dolore? Il dolore non chiede il nostro consenso, il dolore c\u2019\u00e8 e muta la nostra condizione. Il nostro primo vagito \u00e8 un grido di dolore cos\u00ec dopo aver abbandonato il luogo dove il nostro essere si \u00e8 rivelato il mondo ci accoglie in un pianto. Siamo alla continua ricerca di senso, sorrisi, distrazioni perch\u00e9 la nostra condizione \u00e8 una girandola di emozioni che invoca un tempo infinito dentro un gioco definito. Il dolore non \u00e8 una comparsa che viene trascurata con facilit\u00e0 perch\u00e9 il viaggio della vita richiede tutti i suoi protagonisti. Tutti siamo in bal\u00eca di una tempesta difficile da governare eppure c\u2019\u00e8 sempre una raggio luminoso che accarezza il nostro viso. Il nostro tempo \u00e8 concepito per essere un futuro dimenticato. Il tessuto dove cuciamo i nostri sogni sono piccoli fili che dobbiamo reclamare continuamente, senza indugi, senza tentennamenti. Il dolore \u00e8 perdita ma perdersi sarebbe una disperazione ancora pi\u00f9 grande cos\u00ec la nostra condizione, mutata, mutuata, rinnovata, abbandonata non \u00e8 altro che una costante testimonianza del nostro imprevedibile vivere.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em><strong>Francesco Colia<\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; La sofferenza ci minaccia da tre parti: dal nostro corpo che \u00e8 destinato a deperire e a disfarsi; dal mondo esterno che contro noi pu\u00f2 infierire con strapotenti spietate forze distruttive; e infine dalle nostre relazioni con altri uomini. 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