{"id":400,"date":"2012-03-21T06:32:15","date_gmt":"2012-03-21T05:32:15","guid":{"rendered":"http:\/\/www.filosofipercaso.it\/?p=400"},"modified":"2012-04-05T07:42:13","modified_gmt":"2012-04-05T06:42:13","slug":"il-dolore-della-sposa-del-vento","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.filosofipercaso.it\/?p=400","title":{"rendered":"Il dolore della Sposa del vento"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_401\" style=\"width: 610px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/www.filosofipercaso.it\/?attachment_id=401\" rel=\"attachment wp-att-401\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-401\" class=\"size-large wp-image-401\" title=\"Oscar-Kokoschka-the-bride-of-the-wind\" src=\"https:\/\/www.filosofipercaso.it\/wp-content\/uploads\/2012\/03\/Oscar-Kokoschka-the-bride-of-the-wind-600x484.jpg\" alt=\"\" width=\"600\" height=\"484\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-401\" class=\"wp-caption-text\">Oscar Kokoschka<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>La sposa del vento <\/em>del 1914<em> <\/em>\u00e8 uno dei quadri pi\u00f9 famosi di Oskar Kokoschka, rappresenta un momento notturno di due amanti, un momento intimo rubato al sonno dell&#8217;artista e della propria compagna, per questo scambiato spesso per un tributo al romanticismo. Eppure l&#8217;atmosfera non \u00e8 rosea, i due corpi che verosimilmente hanno appena consumato un atto d&#8217;amore non si stringono, tanto che la nudit\u00e0 tranquilla e il sonno sereno della fanciulla stridono con l&#8217;espressione impietrita e contratta dell&#8217;artista. Quest&#8217;ultimo si arrovella le mani nodose cercando di non compiere movimenti bruschi per non disturbare la quiete di lei, perch\u00e9 non si accorga delle brutture che si compiono mentre loro dormono.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Certo, \u00e8 il 1914 e la guerra sta per scoppiare sulle teste e sugli animi di loro amanti, degli amici, dei genitori, dei passanti nella strada e di ogni cosa nella loro citt\u00e0, Vienna. Non esistono momenti di serenit\u00e0 assoluta ed anche una scena tenera come questa viene corrotta dall&#8217;ansia del futuro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come ho altre volte dichiarato, l&#8217;arte non si pu\u00f2 estrarre dal contesto in cui \u00e8 stata espressa, ne \u00e8 linguaggio e poetica e perfino l&#8217;amore subisce la pressione di un momento storico tanto cruento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La sofferenza interiore dell&#8217;artista si genera dalle sue mani ed attraverso un vortice distruttivo sgretola e smaterializza le figure che perdono consistenza, si corrodono e partecipano della sofferenza cosmica che li circonda. Il corpo di lui sembra stigmatizzato delle ferite di ogni persona nel mondo e si accartoccia nell&#8217;affrontare un tale dolore. Non ne rimane immune neppure il giaciglio che li accoglie, diventa mare tormentato, materia sgretolata da una pennellata violenta ed allucinata ed il tepore rosso che irradia dai corpi degli amanti, lascia il passo ad un azzurro spettrale e di ghiaccio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oskar Kokoschka era una personalit\u00e0 estremamente sensibile, il suo rapporto con l&#8217;altro sesso era stato minato dalla figura di una madre matriarca, autoritaria e rigida nell&#8217;educazione del figlio, quindi di certo il disagio incontrato nell&#8217;approccio sessuale doveva essere stato vissuto da lui come enorme sofferenza, non dico paragonabile alle sofferenze della guerra ma nella mente dell&#8217;artista doveva esserci un legame estremamente potente tra il concetto di amore e di morte (il famoso <em>eros e Tanatos <\/em>che spesso viene citato). La donna era inevitabilmente una madre e dava la vita, allo stesso modo era una bestia perversa e la strappava ingurgitandola durante l&#8217;atto sessuale. Di grande significato \u00e8 l&#8217;opera teatrale scritta da Kokoschka <em>Assassino, speranza delle donne<\/em>, una versione cruda del tema della <em>Penthesilea<\/em> di Kleist messa in scena nel 1909 e di cui non rimane che qualche copia custodita nelle biblioteche ma di cui \u00e8 possibile ammirare il manifesto omonimo e che rende l\u2019idea dell&#8217;impatto violento che avevano le donne sulla sensibilit\u00e0 dell&#8217;artista; in scena, durante l&#8217;amplesso tra i due protagonisti, queste sono le parole che i due si rivolgono:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Chi mi allatta col sangue? Ho divorato il tuo sangue, ora dilanio il tuo corpo gocciolante- <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">lei risponde:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Non voglio lasciarti vivere, tu vampiro divori il mio sangue, mi indebolisci, guai a te, ti uccido<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>tu mi incateni<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>io ti ho catturato <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>e tu mi trattieni<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u00a0lasciami andare<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u00a0tu sanguini <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>e il tuo amore mi tiene in una morsa<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>come una catena di ferro <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>mi strangola<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>ho perso la chiave che ti teneva fermo.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da questo breve inciso \u00e8 facile capire come questo quadro non possa trattare e non tratti infatti solo dell&#8217;amore, carnale o meno, parla di una sofferenza interiore che non \u00e8 solo del pittore, perch\u00e9 se \u00e8 vero che lui viveva i propri drammi, questi si ingigantivano e si irradiavano come i cerchi in un lago se vi si butta un sasso, raggiungendo il mondo circostante, facendo cos\u00ec di un quadro, un&#8217;opera d&#8217;arte dal valore universale, un opera che, finendo di raccontare il sentimento di uno, diventa <em>madre <\/em>dei sentimenti di un&#8217;intera generazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ovviamente l&#8217;artista visse un amore tormentato di un paio d&#8217;anni con Alma Mahler, modella del quadro, che poi sposo&#8217; Walter Gropius. Quando il quadro fu concluso fin\u00ec anche l&#8217;amore con Alma e Kokoschka vendette il quadro per comprare l&#8217;uniforme che gli serv\u00ec per andare in guerra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p align=\"right\"><em><strong>Elena Sudano<\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La sposa del vento del 1914 \u00e8 uno dei quadri pi\u00f9 famosi di Oskar Kokoschka, rappresenta un momento notturno di due amanti, un momento intimo rubato al sonno dell&#8217;artista e della propria compagna, per questo scambiato spesso per un tributo al romanticismo. 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