{"id":314,"date":"2012-02-15T08:47:11","date_gmt":"2012-02-15T07:47:11","guid":{"rendered":"http:\/\/www.filosofipercaso.it\/?p=314"},"modified":"2012-02-15T08:47:11","modified_gmt":"2012-02-15T07:47:11","slug":"filosofi-per-caso-la-rivista-numero-42012","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.filosofipercaso.it\/?p=314","title":{"rendered":"Filosofi per caso &#8211; La rivista, numero 4\/2012"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_315\" style=\"width: 328px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/www.filosofipercaso.it\/?attachment_id=315\" rel=\"attachment wp-att-315\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-315\" class=\"size-full wp-image-315 \" title=\"fxc04_copertina\" src=\"https:\/\/www.filosofipercaso.it\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/fxc04_copertina.jpg\" alt=\"\" width=\"318\" height=\"450\" srcset=\"https:\/\/www.filosofipercaso.it\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/fxc04_copertina.jpg 318w, https:\/\/www.filosofipercaso.it\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/fxc04_copertina-212x300.jpg 212w\" sizes=\"auto, (max-width: 318px) 100vw, 318px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-315\" class=\"wp-caption-text\">Sebastian Miquel<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em><strong>Leggere nel cuore<\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il solo leggere queste parole pu\u00f2 apparire come qualcosa di semplice e scontato, siamo cresciuti con la dialettica, strumento formidabile per comunicare (per quanto possibile) i nostri pensieri, le nostre sensazioni. Pensare, parlare, leggere, scrivere, \u00e8 qualcosa che si fa con estrema naturalezza eppure quanto \u201cpeso\u201d hanno queste forme di espressione? Ci\u00f2 a cui diamo una certa consistenza sembrano essere i gesti e le azioni, uniche posizioni forti di un vivere che misura ogni cosa sul risultato finale. I nostri limiti fisici ci impongono uno sforzo proporzionato alle nostre capacit\u00e0, tuttavia, sappiamo \u201cmuovere\u201d grandi quantit\u00e0 di cose e di persone con il semplice linguaggio. La \u201cleggerezza\u201d allora si trova nell\u2019agire o nel pensare? Torniamo inevitabilmente alle nostre interpretazioni di misura e risultato. Spesso un dolore, una sofferenza per qualcuno o anche per noi stessi ci appesantisce il cuore e ci rifugiamo in quel pensiero, in quel ricordo in cui eravamo bambini e vedevamo con gli occhi ingenui di un\u2019anima che non giudicava secondo canoni o regole ma soltanto seguendo il proprio cuoricino. Sentirsi leggeri non vuol dire vivere ai margini del mondo ma ritornare in quell\u2019accesso pi\u00f9 autentico, puro e sincero del nostro sentire. La leggerezza ci strappa un sorriso, una serenit\u00e0 che non sappiamo descrivere con parole ma sappiamo dimostrare solo attraverso il corpo. Se la forza agita volumi di energie poco governabili, il senso e l\u2019anima della nostra presenza hanno una potenza senza pari nel mondo. La nostra resa non avviene quando i sentimenti, le sensazioni pi\u00f9 vere, pi\u00f9 leggere ci investono con tutta la loro indecifrabilit\u00e0, no, ci pieghiamo al fine e al risultato quando tutto \u00e8 appannaggio della co-azione. Le nostre emozioni non hanno bisogno di spintoni, pressioni o altro, \u00e8 sufficiente lasciare andare il cuore per vivere con leggerezza, con pienezza. Direte, facile a scriverlo, difficile a realizzarlo. Il punto \u00e8 proprio questo: leggere le cose, i sentimenti, le persone, il mondo non \u00e8 un obiettivo da realizzare ma da vivere. Se a tutto assegniamo un numero, una priorit\u00e0 come possiamo respirare senza avvertire un senso di pesantezza? Cresciamo con l\u2019illusone di un traguardo, che l\u2019essere in competizione possa realizzarci ma questo \u00e8 il cammino della privazione, del togliere ci\u00f2 che di veramente unico abbiamo. Non si \u00e8 parte di qualcosa di isolato e fortemente indipendente: siamo sostanza leggera, pensante quando siamo per la vita, per le emozioni. Il benessere, la materialit\u00e0, la forza dell\u2019apparire sono un velo fragile dove non di rado riponiamo lacrime di nostalgia. Potremo sentire, percepire il disegno della vita, nelle emozioni leggere e spontanee che pulsano al centro del nostro corpo soltanto quando abbandoneremo la forza rigida e artificiale del risultato. Se leggere sono le parole, lo sono per la forza dell\u2019animo.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em><strong>Francesco Colia<\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><strong><em><\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Hanno collaborato a questo numero: Massimo Don\u00e0, Nathalie Guillorit, Pasquale Esposito, Felice Irrera, Cesare Natoli, Leonardo Caffo e Matteo Andreozzi, Francesco Colia, Elena Sudano, Enzo Campi, Patrizia Ferraro, Cristina Bove, Vittorio Morello, Carmen Cicero.<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em><\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Copertina: Sebastian Miquel<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Fotografi ed artisti: Sebastian Miquel, Jean Pierre Gu\u00e9nec, Andrea Brandino, Marta Baldassarre, Eugenia Framarin, Daniela Benedetti, Sara Teresano<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em><\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Tema del prossimo numero: L&#8217;assenza<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Scadenza presentazione articoli e foto: 10 Aprile 2012<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><strong><em>Per info, collaborazioni, abbonamenti scrivere a: <a href=\"mailto:filosofipercaso@gmail.com\">filosofipercaso@gmail.com<\/a><\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Leggere nel cuore Il solo leggere queste parole pu\u00f2 apparire come qualcosa di semplice e scontato, siamo cresciuti con la dialettica, strumento formidabile per comunicare (per quanto possibile) i nostri pensieri, le nostre sensazioni. Pensare, parlare, leggere, scrivere, \u00e8 qualcosa che si fa con estrema naturalezza eppure quanto \u201cpeso\u201d hanno queste forme di espressione? &#8230; <span class=\"more\"><a class=\"more-link\" href=\"https:\/\/www.filosofipercaso.it\/?p=314\">[Read more&#8230;]<\/a><\/span><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[13],"tags":[10,33],"class_list":["entry","post","publish","author-admin","post-314","format-standard","category-rivista","post_tag-francesco-colia","post_tag-sebastian-miquel"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.filosofipercaso.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/314","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.filosofipercaso.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.filosofipercaso.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.filosofipercaso.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.filosofipercaso.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=314"}],"version-history":[{"count":9,"href":"https:\/\/www.filosofipercaso.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/314\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":324,"href":"https:\/\/www.filosofipercaso.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/314\/revisions\/324"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.filosofipercaso.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=314"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.filosofipercaso.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=314"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.filosofipercaso.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=314"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}