{"id":200,"date":"2012-01-11T16:00:08","date_gmt":"2012-01-11T15:00:08","guid":{"rendered":"http:\/\/www.filosofipercaso.it\/?p=200"},"modified":"2021-05-25T20:23:43","modified_gmt":"2021-05-25T19:23:43","slug":"il-silenzio-della-montagna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.filosofipercaso.it\/?p=200","title":{"rendered":"Il silenzio della montagna"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">C\u2019era un tempo in cui le montagne si muovevano. La mattina aprivano un occhio, aprivano il secondo e sgranchivano braccia e gambe; fatto questo iniziavano a camminare. La nostra storia ha inizio quel giorno in cui gli abitanti del regno si accorsero che nessun piedone sbadato delle montagne aveva rischiato di schiacciarli. Quella mattina, infatti, le montagne non si erano spostate di un centimetro, non avevano nemmeno alzato l\u2019angolo di un sopracciglio. Semplicemente erano rimaste al proprio posto, immobili. La notizia corse veloce tra i campi e i palazzi del regno fino ad arrivare al buon vecchio Re. Lui conosceva bene le montagne: il loro sguardo arcigno e il loro carattere irascibile. Esseri molto generosi &#8211; infatti, rappresentavano una grande, immensa riserva d\u2019acqua, di legna e anche di minerali preziosi &#8211; ma anche molto irascibili. Capaci di generare tragiche slavine, frane, allagamenti. Tutto con un semplice movimento di anca. Allora il buon vecchio Re decise che sarebbe andato a parlare con loro. Fece preparare il corteo d\u2019onore in alta uniforme. Alla Montagna Regina port\u00f2 in dono un paio di Scarpe delle mille leghe, ricamate d\u2019oro. Giunti di fronte alle montagne il re fece presentare i doni alla Montagna Regina che non li degn\u00f2 nemmeno di una sbirciata d\u2019occhi. Tre volte chiese perch\u00e9 si comportassero cos\u00ec ma non ottenne alcuna risposta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mentre la corte si riuniva per capire come meglio comportarsi, non molto lontano un giovane contadino aveva raggiunto i monti per cercare di scoprire cosa stesse succedendo. I suoi campi da giorni non venivano pi\u00f9 riforniti d\u2019acqua e il seminato andava perduto. Arrivato davanti alla Montagna Regina sedette e parl\u00f2: \u201cMontagne di neve, acqua, vento e gelo, che ne \u00e8 del vostro cammino?\u201d. Non ricevette alcuna risposta e cos\u00ec decise di sedersi e aspettare. All\u2019improvviso giunse un\u2019aquila maestosa che disse: \u201cSe dai monti vorrai farti ascoltare di non essere corrotto ti dovrai dimostrare; sii gentile e cortese e dona quanto potrai\u201d e vol\u00f2 via. Il giovane l\u2019ascolt\u00f2 e decise che dopo il durissimo viaggio fatto aveva guadagnato il diritto ad una risposta. Appena riformul\u00f2 la domanda ecco un corvo posarsi l\u00ec vicino e gracchiare: \u201cChe ci fai qui?\u201d il giovane non gli diede retta e lo cacci\u00f2 indispettito. Attese una notte senza che le montagne dessero alcun segno. La mattina successiva guardando le montagne ripet\u00e9 \u201cMontagne di neve, acqua, vento e gelo, che ne \u00e8 del vostro cammino?\u201d. Comparve un mendicante che chiese per s\u00e9 qualche soldo; ma il giovane contadino pens\u00f2 che anche lui era povero cos\u00ec fece finta di non sentire. Intanto la risposta dei monti non arrivava. Il terzo giorno, dopo aver riformulato la richiesta ai monti, comparve una vecchia che si sedette accanto al ragazzo. In mano portava una grossa cesta. Il ragazzo incuriosito chiese cosa fosse. La vecchia parl\u00f2: \u201cqui dentro conservo il segreto dei monti ma manca la chiave per raggiungere il loro cuore\u201d. Cos\u00ec chiese al giovane di tenere il cesto sollevato da terra fino a che fosse tornata con la chiave. Non doveva lasciarlo a terra per nessun motivo al mondo. Il ragazzo rimase in piedi con il cesto coperto. Attese. Arriv\u00f2 la notte ma la vecchia non tornava; intanto il cesto cominciava a farsi pi\u00f9 pesante, ma temendo di rovinare il segreto delle montagne lo teneva ben saldo senza mai appoggiarlo. Ad un certo punto passarono due mendicanti che si raccontavano di un editto del Re in cui stabiliva una ricompensa per colui che sarebbe stato in grado di carpire il segreto dei monti: sarebbe diventato principe ereditario e avrebbe sposato la bellissima principessa. Il ragazzo sent\u00ec queste voci e guard\u00f2 il cesto; bastava scoprire il telo per avere tutto ci\u00f2 che il Re aveva promesso. Ma rimase immobile con il cesto sollevato in attesa della vecchia. Pass\u00f2 un\u2019altra notte e all\u2019alba arrivo di nuovo la vecchia che ora sembrava pi\u00f9 giovane e molto bella. La donna gli disse che non aveva trovato la chiave perch\u00e9 si era distratta passando davanti a una cascata meravigliosa, cos\u00ec avrebbe dovuto aver pazienza aspettandola ancora. La donna se ne and\u00f2 e lui, ormai al limite delle forze, rimase l\u00ec in piedi, cesto tra le mani, rigido, con il viso rigato dalle lacrime silenziose e il cuore disperato. Durante la notte arriv\u00f2 un uomo tutto vestito di nero. Si avvicin\u00f2 al ragazzo e disse: \u201cFigliolo, riposati. Terr\u00f2 io questo cesto fino a domani mattina\u201d. Stava per consegnare al buon uomo il cesto ma intu\u00ec la trappola. Quell\u2019uomo avrebbe sottratto il segreto della montagna per diventare Re. Pi\u00f9 della perdita del segreto lo urtava l\u2019idea di essere poi governato da un Re sleale. Il ragazzo rifiut\u00f2 e l\u2019uomo si trasform\u00f2 in un drago gigantesco e nero che inferocito spalanc\u00f2 le enormi ali tenebrose e soffi\u00f2 fuoco sul giovane. Ma in quel momento comparve la donna che url\u00f2 e lo fece sparire in uno sbuffo di fumo. Quella donna, che ora per\u00f2 aveva le sembianze di una bellissima ragazza, disse: \u201cCon la tua pazienza e fedelt\u00e0 hai onorato il tuo Re e la Montagna. Ora appoggia a terra la cesta, guarda dentro e capirai\u201d. Il giovane cadde a terra. Con le ultime forze scopr\u00ec il cesto e guard\u00f2 dentro. All\u2019interno non vide nulla. La giovane ragazza lo guard\u00f2 e disse: \u201cMi ha mandato sua Maest\u00e0 il Re; hai dimostrato rettitudine e onest\u00e0; ora riformula pure la tua domanda alle montagne\u201d e spar\u00ec : \u201cMontagne di neve, acqua, vento e gelo, che ne \u00e8 del vostro cammino?\u201d. \u00a0Lo scricchiolare delle pietre divenne presto un vero e proprio ruggito. Fu che ad un certo punto la Montagna Regina apr\u00ec il primo occhio \u2026 poi il secondo \u2026 e poi cominci\u00f2 a stiracchiare braccia e gambe. Il ragazzo assistette a questa meraviglia mentre anche gli altri monti attorno cominciarono a risvegliarsi. \u00a0La Montagna vide il ragazzo e disse molto lentamente: \u201cChiedi pure. La tua rettitudine ti da diritto ad una risposta\u201d Il giovane disse: \u201cTutto si \u00e8 fermato qui attorno. Il regno si chiede perch\u00e8 non vi muovete pi\u00f9.\u201d La montagna guard\u00f2 l\u2019orizzonte. Sembrava volesse godere di quel paesaggio. Poi offr\u00ec la risposta: \u201cE\u2019 venuto il giorno della stupidit\u00e0 dell\u2019uomo. \u00c8 arrivato il momento in cui si \u00e8 perso ogni buon senso. Non avete fatto altro che usare e consumare. Siamo state usate per soddisfare i vostri bisogni e a volte le vostre follie senza alcun criterio, senza alcun rispetto. Non vi siete mai chiesti se fosse necessario prendersi maggior cura di noi. L\u2019uomo vive in funzione di se stesso, senza rispetto\u201d. A quel punto era importante portare il messaggio al Re. Il giovane affamato e stanco part\u00ec portando con s\u00e9 il cesto. Cammin\u00f2 per giorni ed arriv\u00f2 al fiume che separava il regno dalla citt\u00e0 ma non trov\u00f2 alcun ponte per passare. Allora arriv\u00f2 un pesce che salt\u00f2 nel cesto e disse: \u201cpuoi mangiarmi o liberarmi\u201d. Il giovane affamato ebbe piet\u00e0 del pesce e lo liber\u00f2. Subito apparve un ponte permettendo al giovane l\u2019attraversamento. Poi arriv\u00f2 al bosco celato dalle nebbie colorate. Impossibile procedere. Comparve un folletto che gli chiese del pane. Il ragazzo apr\u00ec la cesta e magicamente vi trov\u00f2 una pagnotta. Poteva mangiarla ma l\u2019offr\u00ec al folletto che riconoscente lo accompagn\u00f2 lungo il sentiero e lo port\u00f2 fuori dalle nebbie colorate. Prosegu\u00ec arrivando alle porte del castello. Vi erano due leoni di guardia. Una strega apparve e disse sibilando: \u201cSe mi regali la cesta ti dir\u00f2 come passare!\u201d il giovane le diede il cesto e lei gli sugger\u00ec: \u201cPasserai quando i leoni avranno gli occhi aperti. Ad\u00a0 occhi chiusi ti sbraneranno\u201d. Cos\u00ec attese che i leoni aprissero gli occhi e prendendo tutto il coraggio che poteva li affront\u00f2. Lo lasciarono passare. Al cospetto del Re il giovane\u00a0 raccont\u00f2 delle notti passate ai piedi delle montagne. Il Re disse: \u201cSei un bravo ragazzo, leale e coraggioso. Da oggi dovremmo utilizzare le ricchezze che la montagna ci sa donare con maggiore intelligenza!\u201d\u00a0 e poi continu\u00f2: \u201cCome promesso ti conceder\u00f2 la mano della principessa mia figlia\u201d. Nella sala, entr\u00f2 la ragazza che aveva portato il cesto travestita da vecchia. Era adornata da abiti regali. Lui sorrisero e capirono di essere innamorati. Divenne il principe ereditario e, soprattutto, l\u2019ambasciatore delle montagne. Cos\u00ec da quel giorno le montagne ripresero a camminare per il regno. Il principe e la principessa si amavano. Una volta la principessa chiese al giovane principe: \u201cma non avevi paura a restare tutto solo ai piedi delle montagne?\u201d \u201c Non ero solo. In quelle notti la montagna ha vegliato su di me\u201d. E vissero per sempre felici e contenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>Lorenzo Sacchi<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>C\u2019era un tempo in cui le montagne si muovevano. La mattina aprivano un occhio, aprivano il secondo e sgranchivano braccia e gambe; fatto questo iniziavano a camminare. La nostra storia ha inizio quel giorno in cui gli abitanti del regno si accorsero che nessun piedone sbadato delle montagne aveva rischiato di schiacciarli. 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