{"id":1749,"date":"2017-04-18T05:43:53","date_gmt":"2017-04-18T04:43:53","guid":{"rendered":"http:\/\/www.filosofipercaso.it\/?p=1749"},"modified":"2017-04-18T05:43:53","modified_gmt":"2017-04-18T04:43:53","slug":"lillusione-quotidiana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.filosofipercaso.it\/?p=1749","title":{"rendered":"L&#8217;illusione quotidiana"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_1750\" style=\"width: 246px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1750\" class=\"size-full wp-image-1750\" src=\"https:\/\/www.filosofipercaso.it\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/Osvaldo-Cavandoli.jpg\" alt=\"Osvaldo Cavandoli\" width=\"236\" height=\"265\" \/><p id=\"caption-attachment-1750\" class=\"wp-caption-text\">Osvaldo Cavandoli<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">La quotidianit\u00e0 non si traduce sempre in esperienza di gioia. Fin da piccoli ne facciamo scoperta quando intenti nel gioco veniamo interrotti o quando, abituati alla rassicurante presenza dei nostri genitori, improvvisamente veniamo lasciati con bambini che ci strappano i giochi dalle mani e con adulti estranei che si sforzano di fare parti uguali con tutto ci\u00f2 che \u00e8 \u201cmio\u201d. Pian piano capiamo che le cose belle durano poco e che la nostra giornata pu\u00f2 essere tempestata di piccoli interminabili imprevisti che ci scompigliano i capelli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Crescendo riusciamo a dare un nome a questa nebulosa esperienza, la quale ci lascia un senso di insoddisfazione e incompiutezza e la chiamiamo fugacit\u00e0 o precariet\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non ci piace questa parola, non la associamo a bei ricordi e lottiamo strenuamente per allontanare da noi tutto ci\u00f2 che \u00e8 precario. Abbiamo bisogno di stabilit\u00e0, di relazioni interpersonali durature, tutto quanto ci possa garantire continuit\u00e0 di benessere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La precariet\u00e0 non era quanto nella quotidianit\u00e0 ci sottraeva la gioia?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Eppure siamo un attimo fuggente che si gioca nel mistero della vita. Come mai pensiamo cos\u00ec male di noi stessi?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Noi siamo quella precariet\u00e0 che vorremmo negare, noi siamo il fugace per eccellenza, perch\u00e8 la bellezza del mondo e della natura \u00e8 sopravvissuta al pi\u00f9 grande genio e al pi\u00f9 grande santo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Forse non era la precariet\u00e0 a sottrarre la gioia al nostro quotidiano, ma il quotidiano a derubarci di ci\u00f2 che rende prezioso ogni attimo: la sua irrimediabile fragilit\u00e0, la sua fugacit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La gioia non sta nella continuit\u00e0 del benessere che ci illude di un\u2019eternit\u00e0 che non ci \u00e8 permessa, ma in quell\u2019attimo strappatoci da bambini, vissuto cos\u00ec intensamente da indurci a piangere e strillare perch\u00e8 non ci venga tolto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E una volta che non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 non ci resta che abbracciare con generosit\u00e0 la precariet\u00e0 come sfida e come destino, senza rimpianti e senza rancori, senza false illusioni, con quella gioia palpitante nel cuore di chi \u00e8 quel qualcosa di irripetibile che sta per accadere nell\u2019immenso mistero della vita dell\u2019altro e del mondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un attimo ed \u00e8 l\u00ec&#8230; un attimo ancora non c\u2019\u00e8 pi\u00f9. Verr\u00e0 forse dimenticato? Dipende dalla bellezza che avr\u00e0 saputo donare in quell\u2019attimo.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em><strong>Antonella Foderaro<\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La quotidianit\u00e0 non si traduce sempre in esperienza di gioia. 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