{"id":1739,"date":"2016-11-19T08:54:25","date_gmt":"2016-11-19T07:54:25","guid":{"rendered":"http:\/\/www.filosofipercaso.it\/?p=1739"},"modified":"2021-11-19T10:10:42","modified_gmt":"2021-11-19T09:10:42","slug":"la-costruzione-di-unanima","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.filosofipercaso.it\/?p=1739","title":{"rendered":"La costruzione di un&#8217;anima"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_47229\" style=\"width: 598px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-47229\" class=\"wp-image-47229 size-large\" src=\"https:\/\/www.filosofipercaso.it\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/IMG_20211105_111929_2piccolina-588x600.jpg\" alt=\"\" width=\"588\" height=\"600\" srcset=\"https:\/\/www.filosofipercaso.it\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/IMG_20211105_111929_2piccolina-588x600.jpg 588w, https:\/\/www.filosofipercaso.it\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/IMG_20211105_111929_2piccolina-294x300.jpg 294w, https:\/\/www.filosofipercaso.it\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/IMG_20211105_111929_2piccolina-768x784.jpg 768w, https:\/\/www.filosofipercaso.it\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/IMG_20211105_111929_2piccolina.jpg 1456w\" sizes=\"auto, (max-width: 588px) 100vw, 588px\" \/><p id=\"caption-attachment-47229\" class=\"wp-caption-text\">Foto di Antonella Foderaro<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span class=\"Apple-style-span\">Giorno dopo giorno la costruzione dell&#8217;anima assume una forma familiare. Cos&#8217;\u00e8 il mondo lontano dagli occhi se l&#8217;unica verit\u00e0 accettata \u00e8 materia assordante delle interpretazioni? Piccoli passi, comuni, apparentemente normali ma la semplice danza dei gesti raccoglie gioie inaspettate. Cos\u00ec il tempo muta i sorrisi, l&#8217;aspetto insolito del vedere, le ragioni indesiderate del possedere. Assorbiti dal sistema operativo del fare in virt\u00f9 di un avere, in favore di un potere, affondiamo nella desolata ossessione dell&#8217;ottenere. Le parole si celano dietro i silenzi perch\u00e9 troppo abusate, troppo assurde per essere attenzionate. Quante possibilit\u00e0 restano chiuse in contenitori d&#8217;alluminio, idee ormai plastificate da attimi di noia. Cos\u00ec le assenze si moltiplicano, aprono spazi dolorosi dove suoni gelidi smorzano ogni grido di riscatto. I passi sono incerti e lividi, fragili nel loro procedere e gonfi nel loro cedere. Omologarsi alle ragioni dell&#8217;assenso perch\u00e9 il confronto non \u00e8 altro che un ridicolo desiderio di crescita. Strutture vulnerabili, erette per sostenere idee straniere cos\u00ec la mancanza di noi diviene un satellite alla deriva del divenire. Le scelte sono sempre un vento che soffia tra il passato e il pensato e fatichi a capire perch\u00e9 l&#8217;ascoltare \u00e8 soltanto una minuscola distrazione rumorosa. Sar\u00e0 l&#8217;odore del mare ad aprire una finestra nel cuore? Bagnati dal non-vedere, dal non-sentire, dal non-capire, fingiamo nella parola e nella teatrante manifestazione del deridere la possibilit\u00e0 di un abito. La costruzione dell&#8217;anima \u00e8 una nave salpata nell&#8217;oceano dell&#8217;accettare, dell&#8217;accettarsi ma le emozioni sono cos\u00ec profonde che la forma si scioglie come piccoli batuffoli di neve. Cos&#8217;\u00e8 il mondo vicino agli occhi? Un buffo giocattolo di legno, un sogno nel cassetto, una buonanotte nel letto. Cos\u00ec le assenze non sono un malinconico ricordo, i passi sono decisi e alle scelte non resta altro privilegio che arrendersi, perdersi.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><strong><em>Francesco Colia<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Giorno dopo giorno la costruzione dell&#8217;anima assume una forma familiare. Cos&#8217;\u00e8 il mondo lontano dagli occhi se l&#8217;unica verit\u00e0 accettata \u00e8 materia assordante delle interpretazioni? Piccoli passi, comuni, apparentemente normali ma la semplice danza dei gesti raccoglie gioie inaspettate. Cos\u00ec il tempo muta i sorrisi, l&#8217;aspetto insolito del vedere, le ragioni indesiderate del possedere. 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