{"id":1723,"date":"2016-07-10T17:28:27","date_gmt":"2016-07-10T16:28:27","guid":{"rendered":"http:\/\/www.filosofipercaso.it\/?p=1723"},"modified":"2021-05-25T19:19:10","modified_gmt":"2021-05-25T18:19:10","slug":"lipoteca","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.filosofipercaso.it\/?p=1723","title":{"rendered":"L&#8217;ipoteca"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Fin da piccoli ci viene inculcato il senso del \u201cdover dimostrare qualcosa\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non parlo del \u201csenso del dovere\u201d ormai dimenticato da sempre pi\u00f9 educatori, ma del dover dimostrare agli altri qualcosa che (se ci fosse, o peggio ancora, essendoci) non avrebbe bisogno di essere \u201cpreteso\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un bambino che obbedisce a mamma e pap\u00e0 serenamente, mangia, studia e \u201cnon fa i capricci\u201d non dovrebbe avere bisogno di dimostrare di essere un bravo bambino a meno che non venisse sottoposto ad una continua sfida delle proprie capacit\u00e0. Sfida alla quale veniamo costantemente esposti quando i nostri amorevoli genitori ci \u201cesibiscono\u201d in societ\u00e0: ecco che dobbiamo costantemente dimostare di essere ci\u00f2 che gli adulti si aspettano da noi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sulla nostra azzurra infanzia grava l\u2019ipoteca dell\u2019adulto che deve dimostrare a parenti, amici, conoscenti, estranei quanto noi valiamo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cos\u00ec comincia a germogliare, prima inconsapevolmente, poi sempre pi\u00f9 cosciente, l\u2019ansia della prestazione, la paura del confronto, il tab\u00f9 della sconfitta, per non parlare dell\u2019incubo che la parola \u201cdelusione\u201d assume per noi bambini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cresciamo trascorrendo, se tutto va bene, la nostra vita cercando di dimostrare ai nostri genitori prima, agli insegnanti poi, al partner e sul posto di lavoro, ai figli e forse pure ai nipoti, di essere all\u2019altezza delle aspettative.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo non sarebbe certo un problema se le aspettative degli altri ci vestissero perfettamente come un guanto. Ma se ci stessero strette o troppo larghe? Cosa succederebbe se ad un certo punto smettessimo di \u201cdimostrare\u201d costantemente ci\u00f2 che gli altri si aspettano da noi, e fossimo semplicemente noi stessi?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I bravi bambini che siamo senza bisogno di attivit\u00e0 agonistiche, i bravi genitori, figli, lavoratori, fratelli, insomma quello che siamo senza bisogno di aspettarci costantemente conferme dagli altri, perch\u00e8 le conferme hanno un loro prezzo, che si fa sempre pi\u00f9 alto e che non potremo mai, nostro malgrado, saldare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Chi rispetta il nostro essere e lo coltiva con pazienza e sacrificio, non avr\u00e0 premura di vederci vincere, ma ci educher\u00e0 alla gioia del confronto, al riconoscimento dei nostri limiti, ad avere lo stesso rispetto per il vincitore e il vinto, a non aver paura dei fallimenti e delle delusioni. Soprattutto non esiger\u00e0 gratitudine, dimostrazioni pubbliche delle nostre abilit\u00e0, perch\u00e8 sa che quello che siamo \u00e8 pi\u00f9 di quello che dimostriamo e non gli servono conferme per quanto queste lo possano gratificare e rendere fiero.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Chi rispetta il nostro essere ci libera dalle ipoteche e ci cammina accanto solo per la gioia di condividere con noi parte di quella strada che fiorisce nuova ad ogni nostra scelta, passo dopo passo e ci insegna a non esigere troppo da noi stessi, n\u00e8 troppo poco, ad essere debitori verso noi stessi di quella umanit\u00e0 che vorremmo offrire e trovare negli altri.<\/p>\n<p><em><strong>Antonella Foderaro<\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Fin da piccoli ci viene inculcato il senso del \u201cdover dimostrare qualcosa\u201d. 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