{"id":1667,"date":"2016-02-05T18:30:18","date_gmt":"2016-02-05T17:30:18","guid":{"rendered":"http:\/\/www.filosofipercaso.it\/?p=1667"},"modified":"2016-02-05T18:30:18","modified_gmt":"2016-02-05T17:30:18","slug":"la-coperta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.filosofipercaso.it\/?p=1667","title":{"rendered":"La coperta"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_1668\" style=\"width: 437px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1668\" class=\"size-large wp-image-1668\" src=\"https:\/\/www.filosofipercaso.it\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/Franz-Marc-427x600.jpg\" alt=\"Franz Marc\" width=\"427\" height=\"600\" \/><p id=\"caption-attachment-1668\" class=\"wp-caption-text\">Franz Marc<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anna amava quel negozietto tutto colorato e avrebbe trascorso ore l\u00e0 dentro a guardare i gomitoli di lana che decoravano le pareti come canditi su una torta di panna montata, tempestata di frutta e ghiottonerie di ogni genere. Sognava spesso tra gli alti scaffali di lavorare con lunghi ferri una maglia con tutte le lane contemporaneamente. Ne avrebbe fatto una coperta che nessuno avrebbe potuto avere la stessa, morbida e calda.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Possa aiutarla? \u2013 la svegliava sempre la voce cortese della commessa proprio quando cominciava a sognare a chi avrebbe voluto donarla. Cos\u00ec Anna sceglieva sempre quattro gomitoli, tutti differenti gli uni dagli altri, ed usciva sorridendo al vento freddo della sera, dirigendosi con passi decisi e svelti, verso casa. Non abitava lontano dal negozio, ma la strada era in salita e doveva fare due rampe di scale. Gli anni cominciavano a farsi sentire, perci\u00f2 Anna sapeva di doversi sbrigare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ogni notte iniziava un gomitolo e lo lavorava fino alla fine. Ad ogni punto pensava a chi avrebbe protetto, non solo contro il freddo, ma contro il male, come uno scudo la cui segreta magia era l\u2019amore. Alla luce tenue della lampada, il silenzio ovattato della stanza veniva rallegrato da un \u201ctic-tic-tic-tic\u201d instancabile che faceva da ninna nanna al vecchio gatto acciambellato accanto a lei sul divano. Ogni tanto si fermava, guardava il lavoro, sceglieva con quale gomitolo continuare, con quale colore e creava intere storie con la maglia, come uno scrittore fa con la penna. Nessuno ancora aveva visto la coperta, n\u00e8 letto le sue storie: sarebbe stata una grande sorpresa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cos\u00ec notte dopo notte passarono gli anni, finch\u00e8 Anna si rese conto che era giunto il momento, quello del dono. Prese con mano tremante la chiave della stanza dove era custodita la coperta e la mise sul comodino del figlio con accanto un biglietto pronto da tempo. Poi torn\u00f2 sul divano, accanto al suo vecchio gatto e carezzandolo con dolcezza gli disse: \u201cForse \u00e8 stato troppo ambizioso voler fare una coperta con cos\u00ec tanta lana diversa.\u00a0 Ma come raccontare tutto l\u2019amore con un colore solo, un filo unico e appena qualche prezioso e raro gomitolo? \u00a0Ci vuol molto di pi\u00f9, lo sai tu, lo sappiamo noi. Non \u00e8 come nei sogni la vita, non si possono lavorare tutti i fili contemporaneamente &#8230; oppure \u00e8 proprio il contrario, disse Anna, guardando gli ammiccanti verdi occhi assonnati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per anni aveva lavorato la lana senza distinuguere la realt\u00e0 dal sogno e adesso che la vita stava chiudendo i punti, quella coperta, cos\u00ec diversa, avrebbe lasciato al figlio l\u2019unica cosa che valesse realmente la pena: un esempio, una storia i cui anche gli intrecci minori, rendono speciale la trama. Un dono lavorato con la vita, una vita sognata come dono.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sarebbe bastato? Forse si, forse no, disse Anna con un sussurro che solo il suo fedele amico ascolt\u00f2. Poi si addorment\u00f2 con un sorriso. La vita avrebbe completato il suo lavoro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: right;\"><em><strong>Antonella Foderaro<\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Anna amava quel negozietto tutto colorato e avrebbe trascorso ore l\u00e0 dentro a guardare i gomitoli di lana che decoravano le pareti come canditi su una torta di panna montata, tempestata di frutta e ghiottonerie di ogni genere. 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