{"id":151,"date":"2011-12-21T16:00:14","date_gmt":"2011-12-21T15:00:14","guid":{"rendered":"http:\/\/www.filosofipercaso.it\/?p=151"},"modified":"2019-04-21T09:29:08","modified_gmt":"2019-04-21T08:29:08","slug":"cinesofia-una-palla-di-pelo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.filosofipercaso.it\/?p=151","title":{"rendered":"CineSofia: Una palla di pelo"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.filosofipercaso.it\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/biutiful.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-152\" title=\"biutiful\" src=\"https:\/\/www.filosofipercaso.it\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/biutiful.png\" alt=\"\" width=\"458\" height=\"654\" srcset=\"https:\/\/www.filosofipercaso.it\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/biutiful.png 500w, https:\/\/www.filosofipercaso.it\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/biutiful-210x300.png 210w, https:\/\/www.filosofipercaso.it\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/biutiful-420x600.png 420w\" sizes=\"auto, (max-width: 458px) 100vw, 458px\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"center\"><strong><em>Biutiful<\/em><\/strong><\/p>\n<p align=\"center\"><em><strong>Una palla di pelo<\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ultima pellicola del regista messicano Alejandro Gonz\u00e1lez I\u00f1\u00e1rritu, <strong><em>Biutiful<\/em><\/strong> pu\u00f2 considerarsi un film di \u201cdenuncia\u201d su una realt\u00e0 troppo spesso rifiutata o omessa: la \u201cclandestinit\u00e0\u201d nel mondo. Interpretato da uno straordinario Javier Bardem (vincitore al Festival di Cannes 2010 del Prix d&#8217;interpr\u00e9tation masculine), la storia ruota intorno al personaggio di Uxbal, prossimo alla morte per un cancro, che cerca incessantemente di \u201csistemare\u201d le cose, i figli prima del fatidico momento. Il titolo di questo CineSofia \u00e8: <strong><em>Una palla di pelo<\/em><\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sembra quasi scontato scrivere che non possiamo realizzare ogni nostro desiderio o aspettativa, non possiamo cambiare il corso degli eventi perch\u00e9 la vita in definitiva \u00e8 un\u2019esplosione d\u2019imprevedibilit\u00e0. Tentiamo e tentiamo con tenacia di vivere con dignit\u00e0, di strappare quel velo di precariet\u00e0 dando un senso ad ogni nostra azione. Costruiamo il nostro piccolo mondo fatto di relazioni e affetti, tutto sotto la legge della fragilit\u00e0 e della possibilit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Si \u00e8 sconfitti dall\u2019accettazione?<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.filosofipercaso.it\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/biutiful.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-153\" title=\"biutiful\" src=\"https:\/\/www.filosofipercaso.it\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/biutiful.jpg\" alt=\"\" width=\"583\" height=\"383\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Apparentemente tutto fluisce in una condizione di stasi, ogni immagine, ricordo o fotografia sembrano incontrarsi in un evento di chiusura. Tuttavia, il lungo viaggio che ci conduce alla nostra ultima destinazione non \u00e8 una storia di giudizi e conclusioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Uxbal: Sono ferme le tue ciglia e fermo \u00e8 anche il tuo cuore.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In quel mentre, in quell\u2019esistere che ogni giorno sentiamo, respiriamo si nasconde un irrefrenabile desiderio di gioia. Abbiamo sempre la sensazione di subire gli accadimenti, tutto ci investe come un fiume in piena e i nostri argini sono spesso fragili. Cos\u00ec dimentichiamo la sola cosa che conta nel nostro partecipare: l\u2019essere se stessi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Uxbal: Perch\u00e9 ridi?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Marambra: Almeno io rido e mi piace vedere i denti della gente. Se sono contenta \u00e8 perch\u00e9 sono contenta, se sono depressa \u00e8 perch\u00e9 sono depressa.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Dove si trova il confine della normalit\u00e0?<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.filosofipercaso.it\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/19536258_jpg-r_760_x-f_jpg-q_x-20101008_112845.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-154\" title=\"19536258_jpg-r_760_x-f_jpg-q_x-20101008_112845\" src=\"https:\/\/www.filosofipercaso.it\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/19536258_jpg-r_760_x-f_jpg-q_x-20101008_112845.jpg\" alt=\"\" width=\"611\" height=\"368\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Inseguiamo con smania una normalit\u00e0 che non capiamo fino in fondo, mescoliamo i nostri stati d\u2019animo con lo stare al mondo e queste sensazioni non fanno che alimentare un grande senso di estraneit\u00e0; ci sentiamo esuli e smarriti nel guscio della vita. Sentirsi esclusi, fuori da ogni accettazione la consideriamo una punizione, una sentenza su cui ripieghiamo con fatica e lacrime. Ecco allora che rincorriamo, sul filo della follia, situazioni che non ci riguardano, azioni che non hanno a che fare con il nostro modo di essere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Marambra: Mi sento meglio di sempre per\u00f2 non mi sento bene come mi sentivo bene prima, ora \u00e8 differente, mi sento normale, come chiunque altro.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Di cosa dobbiamo aver cura?<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La nostra presenza non si manifesta come un semplice passaggio, un saluto e via; siamo parte di un progetto di relazioni e pensieri che trova il suo senso pi\u00f9 vero nel mistero. Ogni nostro gesto ha una ripercussione verso altro\/i e facciamo fatica a comprenderne le motivazioni, cos\u00ec ci leghiamo alle persone, ai cuori e agli affetti. Quello che realizziamo con la nostra esistenza \u00e8 qualcosa di speciale che nessuno pu\u00f2 toglierci ma averne cura, avere il coraggio di lasciarle vivere con pienezza senza la nostra presenza \u00e8 qualcosa che ancora non sappiamo dominare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Bea: Hai sistemato le cose? Sei pronto per andartene?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Uxbal: S\u00ec, credo di s\u00ec, ci sto provando.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Bea: Credi di s\u00ec? Bisogna che tu sia sicuro, metti a posto le cose Uxbal, non lasciare niente in sospeso.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Uxbal: Io non voglio morire Bea. Non posso lasciare i miei figli soli, non posso, mi fa paura.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Bea: Credi di essere tu a occuparti dei bambini, non essere ingenuo Uxbal, \u00e8 l\u2019universo che si occupa di loro.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Uxbal: S\u00ec, per\u00f2 l\u2019universo non paga l\u2019affitto.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.filosofipercaso.it\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/biutiful2.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-156\" title=\"biutiful2\" src=\"https:\/\/www.filosofipercaso.it\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/biutiful2.jpg\" alt=\"\" width=\"602\" height=\"341\" \/><\/a>Siamo soliti considerare l\u2019istante una fine e non un inizio; ci\u00f2 che accade, ci\u00f2 che siamo sono solo una conseguenza di un impulso ma il terminale di un\u2019esistenza \u00e8 il cammino di un\u2019emozione. Accettiamo con fatica gli avvenimenti lasciando spazio alle paure e alle insicurezze.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Bea: Puoi arrenderti e lasciarti andare o aggrapparti alla vita con i denti come fa la gente sciocca, ti aspetta un lungo cammino Uxbal, la morte non \u00e8 la fine e tu lo sai bene.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Uxbal: Io non ci sto a morire Bea, no, no.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Bea: S\u00ec stai per morire, lo vedo ma non c\u2019\u00e8 niente che io possa fare, metti a posto le cose Uxbal \u00e8 la sola cosa che conta.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Cosa facciamo veramente per vivere?<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutti i nostri sforzi sono rivolti verso un unico bisogno, sopravvivere, ma restare in vita con gli occhi di un adulto non \u00e8 cosa semplice. La maturazione di essere umano sfalda ogni piccolo piacere in una rassegnazione sul come e sul cosa si deve fare. Si dimenticano con rapidit\u00e0 i sorrisi spontanei, gli abbracci speranzosi per una condizione di lotta, verso le persone, verso il mondo. Ci adiriamo con noi stessi e con un luogo che non permette di vivere con naturalezza le nostre emozioni, i nostri sentimenti e questo \u00e8 un dolore che soffoca il cuore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Marambra: Io non ho quello di cui i bambini hanno bisogno\u2026faccio quello che posso per restare viva.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Dimenticare significa cancellare?<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.filosofipercaso.it\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/Buitiful19_t614.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-155\" title=\"Buitiful19_t614\" src=\"https:\/\/www.filosofipercaso.it\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/Buitiful19_t614.jpg\" alt=\"\" width=\"596\" height=\"334\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vorremmo sempre restare avvinghiati alle nostre emozioni, non perdere ogni secondo del nostro amore pi\u00f9 vero ma dimenticare non significa cancellare, tutto quello che \u00e8 stato non sar\u00e0 mai qualcosa a cui possiamo rinunciare. Gli occhi non ingannano, il contatto non mente e quel centro, battito di sensi, di vita che scorre nel nostro intimo pi\u00f9 profondo vuole ricordare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Ana: Non voglio che te ne vai.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Uxbal: Nemmeno io. Guardami negli occhi, guardami in faccia, ricordati di me per favore, non dimenticarmi Ana, non dimenticarmi amore, per favore.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dovremmo sentire di pi\u00f9 il rumore del mare, cullarci sui suoni del cuore perch\u00e9 non solo \u00e8 \u201cbellissimo\u201d ma essenziale. Noi lo facciamo? Chiss\u00e0 se tutto quel rumore non \u00e8 sopito nel nostro adoperarsi nel mondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Uxbal: Tua madre non ha mai sentito quel rumore.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Ana: Quale rumore?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Uxbal: Il rumore del mare.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.filosofipercaso.it\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/una-immagine-di-javier-bardem-dal-film-biutiful-191809.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-157\" title=\"una-immagine-di-javier-bardem-dal-film-biutiful-191809\" src=\"https:\/\/www.filosofipercaso.it\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/una-immagine-di-javier-bardem-dal-film-biutiful-191809.jpg\" alt=\"\" width=\"589\" height=\"331\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: right;\" align=\"right\"><em><strong>Francesco Colia<\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Biutiful Una palla di pelo Ultima pellicola del regista messicano Alejandro Gonz\u00e1lez I\u00f1\u00e1rritu, Biutiful pu\u00f2 considerarsi un film di \u201cdenuncia\u201d su una realt\u00e0 troppo spesso rifiutata o omessa: la \u201cclandestinit\u00e0\u201d nel mondo. 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