{"id":142,"date":"2011-12-19T16:00:25","date_gmt":"2011-12-19T15:00:25","guid":{"rendered":"http:\/\/www.filosofipercaso.it\/?p=142"},"modified":"2011-12-19T17:32:01","modified_gmt":"2011-12-19T16:32:01","slug":"l%e2%80%99accordo-delle-due-condizioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.filosofipercaso.it\/?p=142","title":{"rendered":"L\u2019accordo delle due condizioni"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/www.filosofipercaso.it\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/miro.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-143\" title=\"miro\" src=\"https:\/\/www.filosofipercaso.it\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/miro.jpg\" alt=\"\" width=\"545\" height=\"414\" srcset=\"https:\/\/www.filosofipercaso.it\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/miro.jpg 779w, https:\/\/www.filosofipercaso.it\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/miro-300x228.jpg 300w, https:\/\/www.filosofipercaso.it\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/miro-600x455.jpg 600w, https:\/\/www.filosofipercaso.it\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/miro-768x583.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 545px) 100vw, 545px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><em>(Immagine Joan Mir\u00f3)<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>XXVIII \u2013 LA MONETA FALSA<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mentre ci allontanavamo dalla tabaccheria, il mio amico fece una diligente selezione dei suoi spiccioli; nella tasca sinistra del panciotto introdusse alcune monetine d\u2019oro; nella destra, qualche monetina d\u2019argento; nella tasca sinistra dei calzoni, una abbondante manciata di soldoni, e nella destra, infine, una moneta d\u2019argento da due franchi che aveva particolarmente esaminata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abSingolare e minuziosa divisione!\u00bb, osservai fra me.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Incontrammo un mendicante, che tese verso di noi il berretto, tremando. \u2013 Nulla conosco di pi\u00f9 inquietante della muta eloquenza di quegli occhi supplichevoli, che contengono a un tempo, per l\u2019uomo sensibile che sa leggervi, tanta umilt\u00e0 e tanti rimproveri. Egli vi trova qualcosa che s\u2019avvicina a quella profondit\u00e0 di complicato sentimento ch\u2019\u00e8 negli occhi lagrimanti dei cani frustati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019elemosina del mio amico fu assai pi\u00f9 considerevole della mia, ed io gli dissi: \u00abAvete ragione; dopo il piacere di rimaner sorpresi, non ve n\u2019\u00e8 alcuno maggiore di quello di produrre una sorpresa\u00bb. \u2013 \u00abEra la moneta falsa\u00bb, egli mi rispose tranquillamente, come per giustificarsi della sua prodigalit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma nel mio miserabile cervello, sempre intento a cercare l\u2019assurdo (di quale estenuante facolt\u00e0 mi ha fatto dono la natura!) entr\u00f2 subitamente l\u2019idea che un tal modo d\u2019agire da parte del mio amico non fosse scusabile se non col desiderio di creare un avvenimento nella vita di quel povero diavolo, e fors\u2019anche di sapere quali conseguenze diverse, funeste o no, possa produrre una moneta falsa in mano a un mendicante. Non poteva essa moltiplicarsi in monete buone? Non poteva anche condurlo in prigione? Un oste, un fornaio, per esempio, lo avrebbe forse fatto arrestare come falsario o come spacciatore di valuta falsa. O forse quella moneta sarebbe stata, per un povero piccolo speculatore, il germe di una ricchezza di pochi giorni. E cos\u00ec la mia fantasia galoppava, prestando le ali alla mente del mio amico e traendo tutte le deduzioni possibili da tutte le ipotesi possibili.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma l\u2019amico tronc\u00f2 bruscamente la mia fantasticheria, riprendendo la mie stesse parole: \u00abS\u00ec, avete ragione; non c\u2019\u00e8 piacere pi\u00f9 dolce di quello di cagionare sorpresa a un uomo donandogli pi\u00f9 di quanto non speri\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo guardai nel bianco degli occhi e fui spaventato al vedere che quegli occhi brillavano di un incontestabile candore. Vidi allora chiaramente che aveva voluto fare, ad un tempo, la carit\u00e0 e un buon affare; guadagnarsi quaranta soldi e il cuore di Dio; portar via il paradiso a buon mercato; e infine pigliarsi senza spesa una patente d\u2019uomo caritatevole. Gli avrei quasi perdonato il desiderio del delittuoso piacere di cui poco prima lo avevo supposto capace; mi sarebbe sembrato strano e singolare che si divertisse a compromettere i poveri; ma non gli perdoner\u00f2 mai la meschinit\u00e0 del suo calcolo. Non si \u00e8 mai scusabili d\u2019esser malvagi, ma c\u2019\u00e8 un po\u2019 di merito nel sapere che si \u00e8 tali; e il pi\u00f9 irreparabile dei vizi \u00e8 quello di commettere il male per stupidit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Charles Baudelaire<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da <strong><em>Lo spleen di Parigi<\/em><\/strong>, in <em>Opere<\/em>, dall\u2019Oglio, Milano 1965<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>*****<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 necessario che ci sia evento \u2013 dunque richiesta di racconto ed evento di racconto \u2013 affinch\u00e9 ci sia dono <em>o fenomeno di dono<\/em> affinch\u00e9 ci sia racconto e storia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E questo evento \u2013 evento di condizione e condizione di evento \u2013 deve restare in qualche modo imprevedibile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il dono, come l\u2019evento, come evento, deve <em>restare<\/em> imprevedibile, ma restarlo senza trattenersi. Esso deve lasciarsi strutturare dall\u2019alea; deve <em>apparire<\/em> fortuito, essere vissuto in ogni caso come tale, compreso come il correlato intenzionale di una percezione assolutamente sorpresa dall\u2019incontro di ci\u00f2 che percepisce, al di l\u00e0 del suo orizzonte di anticipazione: e ci\u00f2 pare gi\u00e0 fenomeno logicamente impossibile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Qualunque cosa ne sia di questa impossibilit\u00e0 fenomenologica, un dono e un evento prevedibili, necessari, condizionati, programmati, attesi, scontati, non sarebbero vissuti n\u00e9 come un dono n\u00e9 come un evento \u2013 e ci\u00f2 \u00e8 richiesto anche da una necessit\u00e0 insieme semantica e fenomenologica. Per questo la condizione comune del dono e dell\u2019evento \u00e8 una certa incondizionatezza (<em>Unbedingtheit<\/em>: lasciamo qui sospesa questa parola tedesca; essa dice qualcosa della cosa (<em>Ding<\/em>) e della non-cosa; dovremmo rileggerla altrove a partire da Heidegger, ricondurla ad Heidegger).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019evento e il dono, l\u2019evento come dono, il dono come evento, devono essere irrompenti, immotivati \u2013 per esempio disinteressati. Decisivi, devono lacerare la trama, interrompere il continuum di un racconto che essi tuttavia richiedono, devono perturbare l\u2019ordine delle causalit\u00e0: in un istante.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Devono, in un istante, in un colpo solo, mettere in rapporto la fortuna, il caso, l\u2019alea, la <em>tyche<\/em>, con la libert\u00e0 del colpo di dado, con il colpo di dono del donatore o della donatrice.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il dono e l\u2019evento non obbediscono a niente, se non a principi di disordine, cio\u00e8 a principi senza principio. In ogni caso, se il dono o l\u2019evento, se l\u2019evento del dono deve rimanere inesplicabile a partire da un sistema di cause efficienti, questo \u00e8 l\u2019effetto di niente; non \u00e8 pi\u00f9 assolutamente un effetto, anche se ci sono, nel doppio senso della parola, <em>effetti<\/em> di dono: per esempio gli eventi aleatori creati dal dono di una moneta falsa e su cui speculano in fondo i due compagni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E tuttavia \u2013 effetti di puro caso non costituiranno mai un dono, un dono che abbia il senso di un dono, se la semantica della parola <em>dono<\/em> sembra implicare il fatto che l\u2019istanza donatrice abbia liberamente l\u2019intenzione di donare, che sia animata da un voler-donare e innanzitutto dal voler-dire, dall\u2019intenzione-di-donare al dono il suo senso di dono.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Che cosa sarebbe un dono con il quale donassi senza voler donare e senza sapere che dono, senza intenzione esplicita di donare, e cio\u00e8 mio malgrado? E\u2019 il paradosso in cui siamo coinvolti sin dall\u2019inizio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non c\u2019\u00e8 dono senza intenzione di donare. Il dono pu\u00f2 avere solo un significato intenzionale \u2013 nei due sensi di questa parola, che rinvia tanto all\u2019intenzione quanto all\u2019intenzionalit\u00e0. D\u2019altra parte, tutto ci\u00f2 che appartiene al senso intenzionale fa anche correre al dono il rischio di trattenersi, di essere trattenuto nel suo stesso dispendio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di qui la difficolt\u00e0 enigmatica che abita in questa evenemenzialit\u00e0 donatrice. Ci vuole del caso, dell\u2019occasionalit\u00e0, dell\u2019involontario, cio\u00e8 dell\u2019incoscienza o del disordine, e ci vuole della libert\u00e0 intenzionale, e un accordo \u2013 miracoloso, gratuito \u2013 di queste due condizioni, l\u2019una con l\u2019altra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Jacques Derrida<\/em><\/strong><\/p>\n<p>da <strong><em>Donare il tempo<\/em><\/strong> <em>La moneta falsa<\/em>, Raffaello Cortina Editore<\/p>\n<p>Capitolo 4 \u201cLa monta falsa\u201d II Dono e contro-dono, la scusa e il perdono (Baudelaire e la storia della dedica)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"right\"><strong><em><\/em><\/strong>\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Immagine Joan Mir\u00f3) XXVIII \u2013 LA MONETA FALSA Mentre ci allontanavamo dalla tabaccheria, il mio amico fece una diligente selezione dei suoi spiccioli; nella tasca sinistra del panciotto introdusse alcune monetine d\u2019oro; nella destra, qualche monetina d\u2019argento; nella tasca sinistra dei calzoni, una abbondante manciata di soldoni, e nella destra, infine, una moneta d\u2019argento da &#8230; <span class=\"more\"><a class=\"more-link\" href=\"https:\/\/www.filosofipercaso.it\/?p=142\">[Read more&#8230;]<\/a><\/span><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[26,25],"class_list":["entry","post","publish","author-admin","post-142","format-standard","category-riflessione","post_tag-charles-baudelaire","post_tag-jacques-derrida"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.filosofipercaso.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/142","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.filosofipercaso.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.filosofipercaso.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.filosofipercaso.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.filosofipercaso.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=142"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/www.filosofipercaso.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/142\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":150,"href":"https:\/\/www.filosofipercaso.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/142\/revisions\/150"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.filosofipercaso.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=142"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.filosofipercaso.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=142"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.filosofipercaso.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=142"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}