3 commenti

  1. la verità è che dimentichiamo di essere un agglomerato di quanti
    un insieme di fotoni
    dimentichiamo di essere luce.
    dimentichiamo noi stessi.

    piaciuto molto questo post.

    cb

  2. Eventounico

    Per fortuna nessun uomo e’ ridicolo se semplicemente “e’ “. Purtroppo ogni uomo rischia l’inutilità se appalta ad altri il pensiero. Noi siamo quello facciamo e ogni nostra azione deve derivare dal nostro pensiero. La parola e’ azione. Non abbiamo tutte le parole e dobbiamo ascoltare quelle degli altri. Il filo e’ in quelle parole che criticamente facciamo nostre, che anarchicamente difendiamo. Se ciò che facciamo non e’ comprensibile significa che le nostre parole non sono comprensibili, non da tutti. Allora bisogna cercarne di nuove per allungare il filo, bisogna agirne di diverse per evitare che si spezzi. Dobbiamo “risciacquare in Arno”, nel fango e nel sangue ogni lettera che annettiamo alla definizione incompiuta del nostro essere, liberandola dalla cultura dominante. Una lettera mondata dal potere e’ già salva da ogni taglio possibile.

    Un abbraccio all’autore e a tutti i filosofi…non per caso.

  3. Viky

    I tagli nella vita alle volte sono indispensabili quanto quelli chirurgici, altro è fare del tagliare uno stile di vita. Spesso non siamo noi che tagliamo, ma le situazioni che cambiano e scelgono al posto nostro, caso o destino? Chissà, solo i sentimenti autentici e reciproci sopravvivono alle potature del tempo 🙂
    Bravissimo!

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