3 commenti

  1. Io non stringo più forte la borsa se mi passa accanto uno zingaro ( faccio attenzione in generale) e non reagisco male se mi chiedono l’elemosina anzi spesso sono io che mi avvicino per dargliela. Al diro il vero di solito non li chiamo neanche zingari ma nomadi o persone di etnia rom. Questo vuol dire che non ho pregiudizi? Non saprei. Ascanio Celestini diceva: “Il razzismo è come il culo. Puoi vedere quello degli altri ma non il tuo”.
    Sinceramente non saprei se è più grave la vicenda di Torino o quella di Firenze. Ma hai ragione a notare che la nostra società parla sempre meno dei nomadi. Io credo che il motivo sia il fatto che degli emarginati in genere si omette di dire il nome. Di Samb Modou e Diop Mor uccisi da Gianluca Casseri all’inizio la stampa ha detto solo che erano senegalesi e i primi a fare i loro nomi sono stati i blogs di controinformazione. Nel frattempo invece il nome del fascista assassino figurava ovunque e non certo perchè è più facile da ricordare di quello delle sue vittime. Il fatto è che i media ci spingono sempre più verso la curiosità morbosa per ogni fatto di cronaca con protagonisti della porta accanto e lì possiamo conoscere nomi e cognomi, vita, morte e miracoli, segni zodiacali e ascendenti di assassini e vittime delle cui storie ci bombardano e in cui possiamo immedesimarci: sono persone come noi. Invece se qualcuno brucia un campo rom è una notizia da dare in poche righe e basta. Perchè i rom sono solo rom e basta, anzi, meglio ancora, sono zingari e basta e noi con loro non c’entriamo e non vogliamo entrarci…

  2. Anch’io penso che la responsabilità più grave sui fatti di Torino vada attribuita alla famiglia della ragazza e ancor più grave secondo me è quella della chiesa e di tutto un sistema educativo. Colpa hanno anche quei ragazzi che, fatta la scappatella, credono di potersi salvare accusando “L’uomo nero” di cui han sentito parlare sin da piccoli. D’altra parte è così che si mantiene un posto nella nostra bella società, in fondo il loro comportamento non è poi molto diverso da quello dei preti pedofili e abusatori, mai puniti. Avrei preferito se la ragazza avesse fatto sul serio, se avesse sbandierato al mondo che quella non era una scappatella, che lei non ci crede a questa storia della verginità, in fondo è più che naturale avere certi istinti all’età di sedici anni. Ma qui l’onestà non paga, qui il ladro fa carriera e il bugiardo ottiene il miglior posto di lavoro. Nonostante questo, continuiamo a vantarci e a considerarci superiori, anche chi accetta gli immigrati, molto spesso lo fa con la convinzione di offrire loro una vita migliore, è più forte di noi, siamo convinti di essere i migliori anche quando siamo abbastanza perspicaci da vedere i nostri difetti.
    Non è sbagliato controllare il portafoglio quando si passa vicino ad un nomade. Bisogna capire che un nomade quando passa vicino ad un altro nomade di altra etnia si controlla il portafoglio e chiude la macchina, non si fida, ma magari lo fa con discrezione e senza farsi notare, perchè offendere?
    Credo che sia giusto fare come dice Donatella, cioè controllare sempre, io in particolare mi guardo sempre da chi indossa giacca e cravatta per esempio.
    Quello che secondo me dobbiamo smettere di fare è di sentirci superiori, di credere che la nostra società occidentale sia la soluzione migliore. Dobbiamo capire che avremmo molto da imparare proprio dai nomadi e dal loro stile di vita, a questo è un po’ troppo anche per i più “buoni” fra noi.
    In quanto agli immigrati, per esempio, siamo convinti che sia una bella cosa dare loro una possibilità nel nostro bel mondo privilegiato e ci sentiamo buoni quando diamo loro questa possibilità. Ma non è così che stanno le cose, purtroppo li abbiamo costretti a venire qui, a casa loro non si vive più da quando noi, esseri superiori li abbiamo scoperti e visitati qualche centinaio d’anni fa. E’ gente che ha, o meglio aveva una sua cultura importante, filosofia, matematica, tutta roba da noi calpestata, aveva materie prime, derubate per il nostro benessere. Il migrante va rispettato anche solo per il viaggio che ha intrapreso e per l’opportunità che ci offre di apprendere dalla sua cultura calpestata e dalla sua esperienza umana di cui noi ormai non sappiamo più nulla o quasi.
    Mi rendo conto di non aver detto nulla contro l’assassino, o contro i razzisti che non li vogliono proprio gli immigrati e i nomadi, ma perchè sprecare parole? Certo ha ragione Luca è preoccupante vedere che sempre più gente ignorante parla a quel modo, però attenzione a quale tipo di educazione proponiamo perchè, non vorrei ripetermi, ma l’educazione della superiorità occidentale, della religione di potere o quella del mercato non producono i risultati sperati

  3. Filosofi per caso

    Be’ Luca, il discorso andrebbe approfondito…società profondamente contradditoria ma lucida nelle sue azioni!!!!

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