4 commenti

  1. marilù

    L’assenza si misura dal valore della presenza: più è grande il “posto” che occupa in noi la persona a cui siamo legati, più si avverte la sua mancanza. Così il sentire supera la distanza tra il non esserci e l’esserci fino ad annullarla e l’assenza diviene insostituibile presenza contro ogni forma di oblio.

  2. Molto lieve aerea questa riflessione sull’assenza. Introdotta dalla magnifica immagine della veste appesa. Assente è solo ciò che, anche solo per un attimo, è stato un dì presente.

  3. raffaele

    La foto di Marta rende già chiaro il concetto,qualcuno, un tempo senza unità di misura era, ora è terribilmente visibile e lo notiamo,quindi non c’è presenza senza assenza e viceversa; l’assenza è percepibile la presenza non ha percoso codificabile ed è evidente..questo aspetto protettivo dell’ordine è molto epiù vidente nelle situazioni marginali, ciò che ci mette in crisi è l’ordine e il dubbio se è assente o presente un margine che è da noi stabilito..

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